Un semplice filo d'erba

   Se si studia l'arte giapponese, si scopre un uomo indubbiamente saggio, filosofico e intelligente, che trascorre il suo tempo. Come? Forse calcolando la distanza tra la terra e la luna? No. Studiando la politica di Bismarck? No. Costui studia un semplice filo d'erba, ma quel filo d'erba lo porta a disegnare ogni pianta e poi le stagioni, innumerevoli aspetti della campagna, e gli animali, e la figura umana. Così trascorre la sua esistenza, e la vita è troppo breve per compiere tutto.
Vincent Van Gogh

L'Anno del Drago


Il 23 gennaio 2012, prima luna di Primavera, inizia l’Anno del Drago.

Animale mitico sia per la tradizione orientale che per quella occidentale, il Drago (LONG - in Cinese) è il simbolo della Potenza Celeste, dell'Imperatore, dello Yang, dell'Essenza Maschile. Indomabile, portatore di ricchezza e prosperità, chi lo rispetta ne trae grande giovamento, ma è causa di sventura e disastri per chi non lo ascolta. Nella tradizione orientale rappresenta, contemporaneamente, la possibilità e il pericolo, il risveglio e l’incoscienza, il sacro ed il profano (vedi anche I Quattro Animali dei Palazzi Celesti). Porta conoscenza e sapere, irriga i campi con le piogge primaverili (il Drago Verde è legato alla Primavera dunque all'Energia del Legno) ma può anche sollevare il mare, con un colpo di coda, e provocare tempeste che distruggono le coste e affondano le navi di coloro che si fanno beffe dei suoi insegnamenti. Un anno, dunque, quello del Drago, pieno di vivacità e contraddizioni. Un anno che darà tanto ma che vuole ancor più in cambio.

Dopo il Coniglio, un periodo nel quale ci siamo seduti e leccati le ferite dello scontro con la Tigre, ci attende la sfida del Drago che, per quanto attiene a noi Italiani e non solo, ha già dato le sue prime avvisaglie già sul finire del 2011. Sarà un anno di profonde trasformazioni, nel quale potremmo realizzare grandi progetti, ma dovremo mantenere sempre “i piedi per terra”. Il Drago, nella sua grandiosità, ci mostra la realtà migliore di quella che è effettivamente, dunque saremo portati a rincorrere senza prudenza le nostre, seppur giuste, ambizioni. Un anno, quello che sta per iniziare, sotto l'auspicio fortunato del Drago, nel quale è proficuo sposarsi, avere figli, aprire attività commerciali e professionali, ma con cautela. Se da una parte il Drago protegge questo modo di agire in grande, ha il vizio di sparire o di distogliere il suo sguardo, nel momento in cui ci dovremo confrontare con i nostri errori. Errori che saranno esasperati come sono stati enfatizzati i nostri successi.

Il Drago di quest'anno è un Drago Nero, un Drago d'Acqua, dunque Yin, più mite rispetto al Drago di Fuoco, Yang, ma pur sempre un Drago. Dovremo aspettarci un periodo elettrizzante su tutti i punti di vista, positivi e negativi; non ci sarà moderazione sia negli eventi climatici sia in quelli politico-sociali. Sarà un anno ricco di mutamenti e chi non sarà pronto alla trasformazione, ne sarà travolto e rischierà di soccombere.
p. r.

Nostra alleata la Luna

Questo e un testo che ho trovato sulla rivista Generation Tao e (dato il titolo La Luna nel Lago non poteva ignorarlo) ho ritenuto di tradurlo dal francese e di pubblicarlo sul blog. Parla di Voi donne, ma parla anche al femminile di noi uomini.  Impariamo ad ASCOLTARE, anche noi maschietti, la nostra parte femminile forse riusciremo a comunicare meglio con l'altra metà del cielo.
p.r.

di Carole Berger
Traduzione e adattamento di Paolo Raccagni

   La luna ha affascinato sin dalla notte dei tempi. Guida il ritmo delle maree, agirebbe sulle nascite..., accompagna le donne nei loro cicli.

   C’era una volta... La storia della nostra relazione con la luna potrebbe iniziare come tutte le favole che hanno cullato la nostra infanzia. Una storia magica e potente in cui una donna saggia, una nonna venuta dal profondo dei secoli, benevola e piena di buoni consigli, ci avvolgeva nella sua “luce” e ci aiutava ad attraversare la vita e le sue difficoltà. Mai in difetto, è sempre lì a guidarci verso una maggiore serenità e gioia interiore.
Essere un’alleata della luna è facile e naturale per una donna. Connettendosi a lei, la donna diventa un essere consapevole che riesce a legare il rispetto degli intimi cicli che la definiscono, a una visione serena di se stessa per raggiungere un miglior equilibrio.
E gli uomini, direte voi? Accettando e riconoscendo il principio femminile che è in loro, potranno sentire cosa ha da dire. È sufficiente entrare in un ascolto particolare, spesso inusuale per gli uomini, e in questo la società certo non aiuta!
Prendiamoci il tempo di una pausa, ascoltiamo la saggezza della luna, come hanno fatto tutte le donne della nostra famiglia prima di noi. Perché se dobbiamo fare una scelta, la luna si propone di essere il punto di riferimento costante e affidabile della nostra femminilità! La chiave per aprire la porta è semplice: osservare, ascoltare e mettersi in comunicazione.

Osservare
   La luna è lo specchio e il marcatore dei nostri intimi cicli naturali (vedi tabella). Tutto nell'universo è collegato da un’unica energia “vitale” che scorre ovunque e in ogni cosa. In questa accettazione le stelle non sono la causa del nostro carattere, ma soltanto “il marchio”, il segno. Il principio femminile dall’inizio del tempo trova la sua impronta sulla luna. La luna è “l’ancora” della coscienza femminile. I cicli lunari sono lo specchio esatto di ciò che ogni donna vive nei suoi cicli più intimi, sensoriali ed energetici.
“Armonizzarsi” e sincronizzarsi con gli eterni cicli della luna è come respirare un’aria, “un’energia”, che veramente ci fa sentire meglio. Il naturale ciclo ormonale della donna è stato a lungo in piena corrispondenza con i cicli lunari. Oggi, la società moderna l’ha allontanato, ma è sufficiente passare un po’ di tempo lontano dalle luci della città che il corpo, in modo naturale, ritrova questo ritmo antico. E anche se i nostri cicli personali sono spesso “sfasati”, l’impronta della natura resta sempre incorporata in ogni cellula.
Spesso è sufficiente “connettersi” alla luna, entrare nella sua routine, prendere coscienza dei periodi lunari, per vedere i propri cicli riallinearsi naturalmente.

I cicli lunari
Dalla semplice osservazione dei cicli lunari, è possibile ricavare delle semplici “leggi” per migliorare il proprio benessere. Uno di queste si trova al centro dell’equilibrio fisico ed emotivo delle donne: il momento di pausa, il “Moontime”. La luna nuova è, in effetti, il tempo per ogni donna di fare una pausa.
Qualunque sia lo scenario dei suoi cicli, vivere la nuova luna come una vera opportunità di respirare un po’, di ritrovarsi, di fare un passo indietro e ascoltare un cosa succede “dentro”: rallentare la propria attività, rilassarsi, meditare, chiudere la porta alle sollecitazioni esterne e nutrirsi di tranquillità.
Questo è il tempo della “pulizia”, il tempo di “alleggerirsi”. Sembra semplice ma in realtà si tratta di una vera scelta che dovremmo fare, perché il rullo compressore della vita non si ferma mai e se voi non scegliete di fermare il mondo per respirare, nessun altro vi darà il tempo per farlo.
Questi periodi sono prevedibili, dunque occorre organizzarsi al meglio per incontrare i nostri cicli più intimi. Essere in ascolto delle nostre “onde” vuol dire essere in ascolto di noi stessi, delle nostre cellule e della natura. Sarà tutto il nostro essere che entrerà in armonia con l'universo e la nostra energia vitale aumenterà con la nostra serenità.

Ascoltare
   Non esitiamo ad andare incontro alle idee che ci vengono in mente, alle intuizioni che appariranno. In molte tradizioni sciamaniche, il tempo della luna nuova è il momento per le donne di incontrarsi e ascoltare “l’invisibile” e tornare poi sulla terra con delle risposte per sé e per gli altri. Lasciamoci guidare verso questa saggezza, alla ricerca della guarigione e apriamoci alle “risposte” che giungono a noi. Usiamo la nostra intuizione per fare progressi nella vita e fidiamoci. Ogni incontro con la luna è un'opportunità per progredire nella nostra vita.

Mettersi in comunicazione
   Per calmare la mente e mettere a tacere la cacofonia permanente che è dentro la  nostra testa, per essere in grado di ascoltare la nostra voce (via) interiore ed armonizzarla con la luna, sono a nostra disposizione diversi strumenti: la mediazione, la visualizzazione e il sorriso interiore. La meditazione ci aiuta a calmare la mente e aprire le porte del silenzio interiore, la visualizzazione porta alla realtà gli “obiettivi” che abbiamo stabilito per la nostra vita e il sorriso interiore favorisce le energie amorevoli per noi stesse e per il nostro corpo. Mettiamoci all’ascolto della voce della natura, della luna, eterna alleata del femminile, non aspettiamo a metterlo in pratica.

Le donne sono magiche! Le donne sono divine!


I CICLI LUNARI DELLA DONNA
LA LUNA
LA DONNA
Luna Nuova: si nasconde ai nostri occhi.
Ciclo mestruale con un ardente desiderio di bozzolo. Semina per il domani e fai una pausa nell'azione.
Fase crescente: riappare per rifiorire di nuovo.  
Fase crescente (follicolare); le energie salgono e si attivano di nuovo: agite!
Luna Piena: è rotonda e deborda di luce.
Periodo d’ovulazione: periodo d’azione e d’espansione; fate il bilancio, realizzate i vostri piani, fissate i cambiamenti da prendere.
Fase decrescente: si fa sempre più discreta per iniziare un nuovo ciclo.
Fase decrescente (luteinica): fase in cui l’energia si calma per andare verso un nuovo ciclo: alleggeritevi e fate pulizia.

Dipingere col corpo (Prima Parte).

Durante una lezione di Qi Gong, ho accomunato degli aspetti che legano l’Arte della Calligrafia Cinese alle pratiche di “Lunga Vita” e alle Arti Marziali Interne come Tai Ji Quan. Per dare seguito alle mie “divagazioni”, ho tradotto un brano che il M° George Charles ha tratto da un’opera di base sulla Calligrafia, destinata agli studenti cinesi, e pubblicata sul suo libro “Le Rituel du Dragon (Ed. Chariot d’Or).

Se sostituiamo la parola “calligrafia” con Tai Ji Quan, con Qi Gong o qualsiasi Arte Classica del Tao, vedremo che la base della tecnica è identica, l’unica variante è data dall'utensile o attrezzo (spada, ventaglio, bastone,…) usato nella pratica (vedi anche Seconda la parte).
p.r.

“La calligrafia esige soprattutto una posizione del corpo adeguata. L'intero corpo si deve sentire riposato, rilassato, a proprio agio. Una posizione corretta deve rispondere a certe regole. Seduti ben dritti su una sedia, i piedi posati al suolo, paralleli tra loro e mantenendo una certa distanza tra le gambe, conforme all'apertura naturale. In questo modo si conferisce alle membra inferiori efficacia e forza. Una buona posizione seduta permette di concentrare tutte le nostre forze in segiuto al pennello. Il dorso ben dritto, leggermente spostato in avanti. In questo modo possiamo evitare tutte le tensioni, diminuire la fatica e conservare la forma. Il petto è rilassato e non deve appoggiare contro il bordo del tavolo al fine di conservare un certo margine di manovra e libertà alla respirazione. La testa è dritta, mento leggermente rientrato e nuca spinta all'indietro, senza tensione a livello della gola e della mandibola.
Gli avambracci sono appoggiati in piano sul tavolo, la mano sinistra leggermente appoggiata al foglio, la mano destra tiene il pennello senza tensione, ne delle dita ne del polso. È opportuno mantenere questo braccio sospeso senza alzare ne bloccare le spalle. Per scrivere i caratteri di una certa grandezza si raccomanda di utilizzare una posizione in piedi, l’unico modo di mantenere il pennello con facilità e di dipingere su una grande superficie senza costrizioni. Il vigore del tratto può allora esprimersi liberamente senza difficoltà. Quando si utilizza una posizione in piedi, i due piedi possono spostarsi in rapporto l'uno all'altro, il piede destro, un mezzo passo in avanti. L'importanza data alla posizione del corpo in calligrafia è dovuta alla necessità del corpo di adattarsi alla morbidezza e alla dolcezza del pennello.
I caratteri sono costituiti di un dato numero di punti e di tratti con forme ben definite: il punto o segmento molto corto (DIAN), il tratto orizzontale (HENG), il tratto verticale (SHU), il tratto discendente da destra a sinistra o tratto gettato (PIE), il tratto discendente da sinistra a destra o tratto appoggiato (NA), il tratto che sale da sinistra a destra (TIAO), il tratto che comporta un angolo detto tratto spezzato (ZHE) e ad uncino (GOU). La disposizione e la direzione dei tratti sono molto precisi. Se la testa pende, se le spalle sono inclinate o contratte, se il dorso è curvo, se il peso sulle gambe non è ben equilibrato non si può sperare di scrivere in modo corretto: i caratteri mancano di “aplomb”, i tratti verticali (gli assi) sono di traverso e l'insieme della composizione manca di forza e di equilibrio.
La calligrafia da molta importanza al vigore del tratto. Per dotare lo stile di una certa forza, è necessario concentrare la propria intenzione (YI), il proprio soffio (QI) e liberare il proprio spirito (SHEN). Tutto ciò è intimamente legato alla corretta posizione del corpo”.