Ultimo aggiornamento il 07 gennaio 2026
con un complemento del M° Georges Charles
di Paolo Raccagni
Nel nostro ultimo viaggio in Cina, come turisti, mia moglie ed io abbiamo visitato la città di Zhenyuan, nella provincia di Guizhou. Divisa dal fiume Wuyang è un sito dell’UNESCO in cui si fondono le culture delle etnie Miao e Dong. Entrando nel museo cittadino ho incontrato l’immagine conosciuta di Wang Yangming e questo mi ha incuriosito.
Ritratto di Wang Yangming |
Noto anche come Wang Shouren (王守仁), Wang Yangming (王阳明, 1472–1529) nativo di Yuyao, nella provincia dello Zhejiang, fu filosofo, educatore, letterato e stratega militare. Classificato come neo-confuciano dalla maggior parte degli studiosi, non mancano altri che discutono questa sua collocazione per la sua interpretazione idealistica del confucianesimo e per la fondazione della “Scuola del Cuore” o “Scuola della Mente” (心學 Xinxue). Nonostante i dibattiti sulla sua “classificazione”, nel passato e nell’attualità, Wang Yangming definisce se stesso nel Chuanxilu (Istruzioni per i discepoli) come “confuciano ortodosso”(1).
Dal 1506 al 1508, Wang Yangming fu esiliato a Longchang, nella provincia di Guizhou, dopo aver difeso alcuni censori perseguitati dal potente eunuco Liu Jin, uno delle Otto Tigri al servizio governativo dell’Imperatore Zhengde, il decimo Imperatore Ming che regnò dal 1505 al 1521. Subito un demansionamento, fu costretto a ricoprire il ruolo di capo di una stazione di posta a Longchang, all’epoca un luogo remoto e ostile, dove dovette affrontare dure condizioni di vita, isolamento e privazioni, sia fisiche che psicologiche. Questo periodo di soggiorno forzato segnò un punto di svolta nella sua vita (2).
Perché è importante il periodo del suo esilio a Longchang? Proprio a Longchang Wang trasformò radicalmente il suo pensiero sviluppando la teoria della “unità di conoscenza e azione” (知行合一, Zhixing he yi). Secondo questa nuova intuizione, definita come “l’illuminazione di Longchan”(3), la vera conoscenza non è separata dall’azione morale, ma è immediatamente attuabile. Inoltre, sempre in questo periodo, formulò la teoria del “sapere innato” (良知, Liangzhi), secondo cui ogni essere umano possiede già dentro di sé la capacità di distinguere il bene dal male, senza bisogno di studi esterni. Queste idee rappresentarono la principale opposizione intellettuale a Wang da parte della Scuola Razionalistica di Cheng Yi e Zhu Xi (Lixue o Cheng-Zhu).
Ritengo sia opportuno aggiungere qui il ruolo fondamentale del suo pensiero nell’aprire la strada alla dottrina sistematica del “San jiao he yi” (三教合一, l’unità delle tre dottrine: Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo). Anche se non ha mai sostenuto esplicitamente questa visione, Wang riconosceva che Confucianesimo, Buddismo e Taoismo avevano ciascuna una propria via (Dao) e riteneva che tutte potessero contribuire alla “Via del Saggio”; a conferma di ciò la sua frase:
“Il Taoismo e il Buddismo sono diversi dal Dao del sacro,
ma da loro si può davvero imparare qualcosa”(4).
Questa apertura ha reso possibile, nel periodo successivo (XVI e XVII secolo), lo sviluppo di modelli che cercavano di armonizzare queste tre religioni (sincretismo).
Le opere scritte da Wang Yangming durante il periodo di permanenza a Longchang, tra cui poesie e trattati filosofici, riflettono la sua profonda trasformazione spirituale e filosofica. La sua dottrina influenzò non solo la Cina, ma anche il Giappone e altri paesi asiatici, diventando una delle correnti più importanti del pensiero confuciano. La sua esperienza a Longchang è considerata fondamentale per la nascita della sua filosofia e per il suo ruolo di riformatore del confucianesimo.
Per quanto riguarda l’influenza del pensiero di Wang in Giappone, in particolare l’idea che la conoscenza morale debba tradursi immediatamente in azione, è stata assimilata nel Bushido (武士道, letteralmente “La Via del Guerriero”), l’antico codice di condotta del samurai, come principio di coerenza tra pensiero e comportamento. Questo ha portato a una visione più dinamica e personale dell’etica del samurai, distaccandosi da un approccio più rigido e formale basato solo sulle regole esterne, enfatizzando invece valori come la lealtà, il coraggio e la pietà filiale, fondamentali nel Bushido, e promuovendo una visione del guerriero come individuo moralmente responsabile e consapevole (5).
Tuttora Wang Yangming rimane una figura centrale nella storia del pensiero cinese, grazie alla sua capacità di unire pratica morale e intuizione filosofica, e per la sua profonda influenza sulla cultura orientale. A riprova di questo Xi Jinping, l’attuale Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, esorta il Partito e i funzionari governativi ad imparare dalle opere di Wang “l’unità del pensiero e dell’azione” (6).
Testo che affianca la foto di Wang Yangming |
Perché il suo ritratto è esposto al museo cittadino di Zhenyuan? Zhenyuan è attraversata dal fiume Wuyang, un’importante via di comunicazione per raggiungere il suo luogo d’esilio. Come si evince dal testo che affianca il ritratto di Wang (Museo cittadino di Zhenyuan), egli transitò dalla città di Zhenyuan due volte. La prima volta, mentre si recava a Longchang, scrisse i versi:
“La città montana è desolata al calar del sole,
le luci delle case si riflettono sul villaggio oltre il fiume.
Nel mondo tranquillo il mio compito è semplice,
anche nei sentieri difficili mi sostiene questo cuore.
Le meraviglie del paesaggio non sono la mia terra.”
Alla fine del suo esilio, due anni dopo, mentre si recava a prendere servizio come magistrato a Luling, nello Jiangxi, tornò a Zhenyuan e nell’attesa di imbarcarsi sulla nave lasciò ai suoi discepoli, della provincia di Guizhou, la famosa lettera “Epistole dalla locanda di Zhenyuan”:
“Al momento della partenza non posso trattenere la tristezza,
nei sogni sono ancora sulle colline occidentali,
al risveglio mi ritrovo a centinaia di li di distanza.
Non so quando potremo rivederci; dedicatevi con impegno allo studio,
attendiamo un futuro incontro.
Oggi sono arrivato a Zhenyuan, fra poco la nave partirà,
la distanza crescerà, parlarne mi fa male…”
Menzionò poi i nomi di oltre venti discepoli, fornendo un documento fondamentale per lo studio della “Scuola del Cuore” e per stabilire il ruolo storico della “Scuola di Guizhou”. Inoltre, lasciò una poesia intitolata “Canto dopo aver bevuto, in risposta al ritmo di Yan Si Tin” che trovate sempre nel testo in cinese che affianca il ritratto di Wang (Museo cittadino di Zhenyuan).
Per la traduzione dei testi che ho riportato, ho utilizzato i mezzi che la tecnologia mi ha messo a disposizione. Ho cercato di mantenermi più fedele all’originale utilizzando termini più appropriati al contesto, comunque dove non espressamente evidenziato i testi sono da considerarsi tradotti da me.
Complemento al testo su Wang Yangming del M° Georges Charles
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Parte del Complesso Templare dedicato a Confucio |
Grazie al nostro amico Paolo per questo interessante articolo! Vorrei aggiungere qualche informazione in più su Wang Yangming.
Wang Yangming considerava se stesso un confuciano della vecchia scuola. In Occidente abbiamo la tendenza a parlare di ortodossia, ma in Cina “Lao” (老) significa semplicemente "antico", persino onorabile o venerabile, senza alcun riferimento alla Massoneria. Allo stesso modo, “Xin” (新) significa "nuovo", o persino "giovane". Semplicemente. Questo si ritrova in particolare nel Taijiquan, ma in Occidente il termine "ortodosso" ha un odore di vecchio incenso, quasi religioso. C'è la Chiesa e la Chiesa Ortodossa. Al contrario, Xin (nuovo - giovane) è spesso tradotto come "neo", con una tendenza quasi identica a quella di “ortodosso".
Conosciamo i nazisti. Non c'è bisogno di descriverli, con le uniformi disegnate da Hugo Boss e persino un profumo specifico. Il termine "neo-nazisti" evoca immagini di individui in tuta, lattine di birra in mano, che urlano oscenità negli stadi. Chiaramente, si tratta di persone che non hanno capito affatto il film. È un classico caso di copia-incolla. Un sinologo ha usato il termine "neo" e tutti hanno seguito l'esempio senza fare domande.
Vale la pena precisare, cosa che non è mai stata fatta, che la statua di Wang Yangming occupa un posto di rilievo nella città natale di Confucio, Qufu, nel Tempio a lui dedicato. Solo quattro persone, incluso Wang, hanno questo immenso privilegio. Verso la fine della sua vita, decise che "San Jiao He Yi", le "Tre Dottrine (Confucianesimo, Buddismo e Taoismo), si armonizzassero in Una". È quindi, di conseguenza (sic), "Neo-confuciano, Neo-buddista e Neo-taoista!". Ma, evidentemente, questo non piace ai fondamentalisti di ogni tipo. Così lo hanno rinchiuso in una scatola ermeticamente sigillata.
Un altro aspetto raramente menzionato. Al suo arrivo in Francia nel 1949, Wang Zemin (Wang Tse Ming 1909-2002) ottenne asilo politico riuscendo a dimostrare di essere un discendente diretto di Wang Yangming, che era visto con disapprovazione dalle autorità maoiste dell'epoca. Fu quindi naturalizzato francese con il nome di Wong Tai Ming. Parlava perfettamente francese, avendo studiato dagli 8 ai 20 anni con i Gesuiti (francesi) a Canton. E aveva commerciato con la Francia per molti anni. Nella Repubblica Popolare Cinese, fu accusato di aver trasmesso gli insegnamenti allora proibiti di Wang Yangming e la sua filosofia della "Purezza di Cuore" (心学, Xin Xue).
Qui, in Occidente, questo significa poco, se non nulla. Ma durante gli eventi di Piazza Tienanmen del 1989, il primo striscione esposto dagli studenti di filosofia recava lo slogan "No alla bottega di Confucio". Giornalisti ed "esperti" occidentali conclusero che gli studenti cinesi stessero attaccando Confucio. Ma in realtà era una citazione attribuita a Wang Yangming che significava: "Se citi Confucio, cita tutto Confucio, non solo tre parti di Confucio, un sacchetto di Confucio o una porzione di Confucio, quella che ti conviene!". E probabilmente, il pensiero ai massimi livelli del Partito, era: "Stanno tirando fuori di nuovo Wang Yangming!". E, in effetti, slogan a lui attribuiti riaffiorarono in superficie: "Cercare la comprensione è già contestare". "In certe circostanze, non fare nulla è già agire". E gli studenti si sedettero per terra e non si mossero più. Nessuna distruzione, niente. E le autorità, spaventate, mandarono i carri armati. Quando il potere, qualunque sia la sua forma, ha paura, scatena i carri armati.
Da allora, Wang Yangming ha riacquistato una certa aura di sacralità, e le sue opere principali si possono trovare nelle stazioni ferroviarie, in Cina, ovviamente. Le traduzioni francesi sono deludenti.
Georges Charles
Seguace dello "Zheng Ming" ("Rettificare i nomi") di Confucio o, più semplicemente, del "Buon senso".
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(1) Cheng Li Yun - Wang Yangming, Chuanxilu (傳習錄, Istruzioni per i discepoli), - Project Gutenberg eBook - 2021.
In Dialogo “Risposta a un amico che dubita della dottrina della mente” (答疑難人): “La Via dei santi è identica alla Via del Cielo; non c’è differenza tra l’ortodossia confuciana e la mia dottrina del cuore-mente”.
In Dialogo “Risposta a Li Yuanshan” (答李元善), Wang difende qui la sua dottrina come “fedele all’ortodossia confuciana di Confucio e Mencio, contro le critiche di soggettivismo buddhista”.
(2) Van Norden, Bryan, "Wang Yangming", The Stanford Encyclopedia of Philosophy (Edizione Autunno 2024), Edward N. Zalta & Uri Nodelman (eds.).
(3) Umberto Bresciani, “Vita di Wang Yangming”, Passerino Editore 2019).
(4) Wang Shouren, “ The Complete Works of Wang Yangming ”, Shanghai Classic Press, 1992 citato da Lu Qi, durate una lezione su Wang Yangming tenuta il 6 giugno 2011, a EHESS, Parigi.
(5) Oleg Benesch, “Wang Yangming and Bushido: Japanese Nativization and its Influences in Modern China”, Journal of Chinese Philosophy, 2009.
(6) Wikipedia The Free Encyclopedia cita Hang Tu “Sentimental Republic: Chinese Intellectuals and the Maoist Past”, Harvard University Asia Center, 2025

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