La Memoria nella Medicina Tradizionale Cinese

di Paolo Raccagni


Nella prima parte abbiamo preso in considerazione i processi di elaborazione e i tipi di memoria e messi in relazione alla pratica del Qigong, del Taijiquan e nelle Arti Marziali. Ora vedremo come la Medicina Tradizionale Cinese (MTC) interpreta questo aspetto della nostra persona e della nostra vita.

Nella lingua cinese utilizza due ideogrammi per indicare la parola memoria: 记忆 - Jì yì che letteralmente possiamo tradurre come “richiamare un ricordo”. Anche nella Fisiologia Energetica Cinese i processi di elaborazione della memoria sono alquanto complessi e coinvolgono i Cinque Organi (Wǔ zàng 五臟) e i Sei Visceri (Wǔ fǔ 五腑). Alcuni testi traducono l’ideogramma Zhì 志 oltre che col significato di “volontà” o “volere” anche come “memoria”. Ad esempio Giovanni Maciocia cita una frase di Tang Zong Hai che dice: “Zhì (志) indica Yì (意) con la capacità di immagazzinare”. È interessante notare che entrambi gli ideogrammi hanno alla loro base il carattere che caratterizza il Cuore (Xīn 心), quindi possiamo affermare che lo Shén 神 che ha sede nel Cuore, gioca un ruolo fondamentale nella formazione della memoria. Ritornando a Zhì a volte lo stesso ideogramma viene utilizzato per indicare i “Cinque Zhì” (五志), vale a dire i cinque aspetti mentali: Shén, Hún, Pò, Yì e lo stesso Zhì.

Lo Shen del Cuore

Il Cuore è la sede dello Shén (神), attraverso lo Shén comanda le attività dei Cinque Organi e dei Sei Visceri, quindi tutte le attività vitali nonché tutti i processi psichici dei Cinque Movimenti (Wǔ xíng 五行), compresi quelli legati alla memoria. Lo Shén del Cuore permette all’individuo di prendere coscienza della propria esistenza e lo pone nell’ambito spazio-temporale in cui la sua vita si manifesta. Il Cuore quindi, attraverso lo Shén, controlla l’attività mentale intesa come raziocinio, quindi come pensiero, elaborazione, memorizzazione… Il suo ruolo fondamentale è esplicitato, come abbiamo visto, dalla relazione diretta con lo Yì della Milza e lo Zhì dei Reni, ed è coinvolto nei processi di elaborazione sia della memoria esplicita che di quella implicita. Al Cuore spetta il ruolo di mantenere memoria degli eventi passati (MLT) mentre la Memora a Breve Termine (MBT) è mantenuta nel Rene. Questo comporta che deficit dell’energia del Cuore siano cause frequenti di scarsa memoria.

Lo Yi della Milza

Ognuno dei Cinque Organi riceve lo Shén e lo individualizza dandogli caratteristiche proprie: lo Shén del Fegato diventa Hún, quello del Polmone Pò, quello del Rene Zhì e quello della Milza Yì.
Lo Yì (意) dimora nella  Milza e si relaziona allo Shén secondo la legge dei Cinque Movimenti. Il suo ideogramma può significare “idea” o “intenzione” e rappresenta infatti il pensiero, la capacità di organizzare i dati che possediamo e contemporaneamente la concentrazione, la focalizzazione, la memorizzazione e la capacità di produrre idee. Il Qi (氣) post-natale e il Sangue sono la base fisiologica dello Yì. Di conseguenza, se il Qi della Milza è forte, il pensiero sarà lucido e la memoria buona, come pure la capacità di concentrazione, l’applicazione nello studio e la generazione delle idee. Se il Qi della Milza è debole, lo Yi sarà spento, il pensiero sarà lento, la memoria scarsa conseguentemente sarà debole anche la capacità di studiare, di concentrarsi e di mettere a fuoco.

Lo Zhi dei Reni

Nell'ambito del pensiero, del ricordo e della memorizzazione, c’è una consistente sovrapposizione fra lo Yì della Milza, lo Shén del Cuore e lo Zhì (志) dei Reni. I Reni, attraverso lo Zhì influenzano la nostra capacità di memorizzare e immagazzinare dati. Nell’antichità, alcuni medici asserivano che lo Yi della Milza e la memoria dei Reni sono quasi la stessa cosa (vedi la frase di Tang Zong Hai citata in precedenza). Il fattore di differenziazione principale è che la Milza è responsabile della memorizzazione dei dati nel corso delle attività di studio o di lavoro dell’individuo e lo Zhi dei Reni è responsabile dell’immagazzinamento dei dati e della capacità di trattenere le informazioni nel lungo periodo.
Capita spesso, ad esempio, che una persona abbia una memoria eccellente nel proprio campo di studio o di attività (funzione della Milza) e tuttavia sia piuttosto smemorata nella vita di tutti i giorni (funzione del Cuore). Anche il Cuore e i Reni contribuiscono a questa funzione e come abbiamo visto sono anche responsabili della memoria degli eventi passati e della memoria implicita. In particolare, la sovrapposizione fra lo Yì e lo Shén nell’attività di pensiero è talmente stretta, che il “Ling Shu” dice nel capitolo 8: “La funzione del Cuore di richiamare alla memoria si chiama Yì”. A sua volta, la funzione di memorizzazione dello Yì è così strettamente collegata allo Zhì dei Reni che lo stesso capitolo prosegue: “L’immagazzinamento (dei dati) dello Yì è chiamato Zhì”. Questi passaggi confermano che lo Shen, lo Yì e lo Zhì sono inscindibili.

Il Po dei Polmoni

Legati al Movimento Metallo, i Polmoni rappresentano a livello fisico il passaggio dallo Yang allo Yin, dall’energia alla materia, di conseguenza il Pò (魄) rappresenta, in ambito psichico, l’aspetto più corporeo e fisico del mentale. È la capacità di interiorizzazione quindi, di avere una chiara e distinta sensazione della propria attività mentale. Un eccesso di questo movimento verso l’interno produce fenomeni di introversione, di eccessiva interiorizzazione. I Polmoni influenzano la memoria in quanto regolano la quantità di Qi che raggiunge la testa quindi, la perdita di memoria è un’indicazione importante dell’alterazione dell’energia dei Polmoni.

Il Meridiano di Vaso Governatore e la memoria

Per quanto riguarda la memoria non dobbiamo dimenticare il Du Mai o Meridiano di Vaso Governatore. Il suo tragitto tra interno ed esterno corre su tutto il dorso unendo Reni, Cuore e Cervello. Quindi la sua influenza si esprime sullo Zhì dei Reni dai quali trova origine, sullo Shén che ha sede nel Cuore, per raggiungere poi il Mare dei Midolli, il Cervello.


Prima Parte: Arti Marziali, Taiji Quan, Qigong... Come agisce la memoria

p.s. Nel preparare questo post ho utilizzato, oltre al testo di G. Maciocia "I Fondamenti della Medicina Cinese" e di E. Rochat de la Vallée "Le 101 nozioni chiave della Medicina Cinese", le informazioni  tratte dai seguenti blog/siti. Alcune parti le ho riproportate integralmente. Li ringrazio.

https://www.treccani.it/enciclopedia/
https://www.stateofmind.it/
https://suwenherbs.it/

Arti Marziali, Taiji Quan, Qigong... Come agisce la memoria

di Paolo Raccagni

Definizione di memoria

Quando nella vita di tutti i giorni svolgiamo un compito, compiamo un’azione semplice o complessa che sia, come ad esempio, compilare la lista della spesa, programmare gli appuntamenti del giorno successivo… andiamo ad utilizzare una capacità che spesso diamo per scontata fino a che non ci accorgiamo, quando siamo fortunati, che viene a mancare. Questa capacità o facoltà si chiama memoria.

Il Dizionario di Medicina Treccani definisce come memoria la “capacità del cervello di ritenere, richiamare e riconoscere informazioni acquisite”. In un modo più “informale” possiamo paragonare la memoria come ad un magazzino, all’interno del quale un individuo raccoglie tutte le informazioni relative alle esperienze personali acquisite durante la vita e dal quale può attingere tutte le volte che deve affrontare e risolvere situazioni che riguardano il presente o che si proiettano nel futuro.


I processi di elaborazione e tipi di memoria.

La letteratura scientifica suddivide lo sviluppo del processo di elaborazione della memoria in tre fasi principali: la fase di codifica, la fase di ritenzione e la fase di recupero. Queste fasi non sono necessariamente separate o in sequenza, ma rappresentano l’intero processo di memorizzazione di una informazione.

Immaginiamo di eseguire un concatenamento di una forma di Qigong, di Taiji Quan, di Arte Marziale, o qualsiasi altra attività. Ogni stimolo, ogni informazione da quella più semplice a quella più complessa, raggiunge il nostro sistema nervoso. L’appoggio dei nostri piedi al terreno, portare un calcio nel vuoto o verso un attrezzo, bloccare un pugno dell’avversario… tutte le informazioni che arrivano vengono trasformate in un codice che la nostra memoria riconosce. Lo stimolo iniziale è posto nella memoria a breve termine (MBT) dove rimane per qualche ora o qualche giorno, e in un numero limitato di informazioni. Se lo stimolo si ripete più volte (come nelle pratiche marziali di condizionamento o durante l'allenamento) l’informazione viene elaborata per essere custodita nella memoria a lungo termine (MLT). Questa fase viene definita come stabilizzazione e consolidamento del ricordo che può permanere anche per tutta la vita. 
La fase di recupero consiste proprio nel recuperare l’informazione dalla memoria a lungo termine e trasferire il ricordo nella memoria di lavoro. La memoria di lavoro è una forma particolare di memoria a breve termine (MBT) utilizzata per il tempo necessario all’esecuzione dell'azione. Nel caso dell’esempio precedente, sfrutteremo questo processo e tipo di memoria ogni qualvolta ci accingiamo ad eseguire la nostra forma di Qigong o di Taiji… Non solo, la memoria di lavoro gioca un ruolo molto importante per la nostra coscienza: è la memoria che ci permette di sapere che il “qui e ora” è qui e sta accadendo “ora”.

Abbiamo definito la memoria (MLT) un magazzino dove sono contenute enormi quantità di informazioni che possiamo recuperare in modo consapevole. Ma esistono anche informazioni che non siamo in grado di richiamare consapevolmente. Queste due classi di memoria a lungo termine sono definite rispettivamente come: memoria esplicita (o dichiarativa) e memoria implicita (o non dichiarativa). La memoria esplicita è quella che utilizziamo quando cerchiamo di ricordare l’orario dell’appuntamento dal dentista o il suo numero di telefono per disdire tale appuntamento, la data del compleanno della moglie… Ovvero tutte quelle forme di apprendimento e recupero delle informazioni che richiedono dei processi cognitivi come la deduzione, il confronto, la valutazione, il pensiero e la coscienza. La memoria esplicita si divide a sua volta in memoria semantica che riguarda i concetti, il significato delle cose, i nomi, … le conoscenze in generale, e in memoria episodica quella memoria che riguarda  fatti ed eventi specifici.

La memoria implicita è quella memoria che non siamo in grado di richiamare consapevolmente, quella che ci permette di andare in bicicletta, guidare un auto, suonare uno strumento… e consiste nell’acquisizione lenta e ripetitiva di azioni e comportamenti che poi verranno eseguiti automaticamente. L’informazione può essere trasferita dalla memoria esplicita alla memoria implicita.

Ritorniamo ancora una volta al nostro praticante. Quando impara a portare un pugno, un calcio o a bloccare un attacco, impara innanzitutto a muovere con precisione e coordinazione i suoi muscoli, usa cioè la memoria esplicita (dichiarativa) per analizzare tutte le differenti posizioni del corpo, quindi la ripetizione dell’atto, le informazioni vengono trasferite nella memoria implicita (non dichiarativa) diventando un riflesso che permette al praticante di eseguire automaticamente il movimento.


 

Quindi fare, rifare e continuare a ripetere fino a giungere alla memorizzazione e alla perfezione dell’azione.

Fine Prima Parte.

Seconda Parte: La memoria nella la Medicina Cinese

p.s. Nel preparare questo post ho utilizzato, oltre al testo di G. Maciocia "I Fondamenti della Medicina Cinese" e di E. Rochat de la Vallée "Le 101 nozioni chiave della Medicina Cinese", le informazioni  tratte dai seguenti blog/siti. Alcune parti le ho riproportate integralmente. Li ringrazio.


https://www.treccani.it/enciclopedia/
https://www.stateofmind.it/
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L'Anno del Bue di Metallo

Bue di Metallo

Il calendario cinese si basa su due cicli: il ciclo solare e il ciclo lunare. Di conseguenza il primo giorno dell’anno cinese inizia con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre). Si determina quindi un sistema astronomico e astrologico diverso da quello occidentale. Suddiviso in cicli di sessanta anni  ciascuno ripartito in dodici quinquenni (12 x 5). Vede, nell’ordine, il susseguirsi dei seguenti segni: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Cinghiale (o Maiale). Ognuno di questi segni zodiacali si combina con i Cinque Elementi fondamentali della Tradizione cinese: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua.  In senso più profondo ogni anno, in successione, è caratterizzato da un aspetto Yin e da un aspetto Yang.  L’inizio dell’anno cinese coincide, nella tradizione, con l’inizio della primavera.

Gli anni del Bue: 1937, 1949, 1961, 1973, 1985, 1997, 2009, 2021, 2033.

Dal 12 febbraio 2021 (tra l’11 e il 12 febbraio avremo la luna nuova) al 1 febbraio 2022, inizio dell’anno della Tigre d’Acqua, è l’anno che nel calendario cinese, è dedicato al Bue di Metallo (牛  NIU- Ricci 3682). Quindi questo periodo è governato dall’Elemento Metallo, una energia che in natura si esprime attraverso la sua densità, duttilità, precisione, ma anche un aspetto di durevolezza, valore e scambio. Infatti l’ideogramma che di solito è tradotto come Metallo (JIN 金) significa più precisamente Oro, il mezzo che gli individui da sempre hanno utilizzato per lo scambio e il baratto.

 Tradizioni e simbolismi legati al Bue

Il Bue è legato all’iconografia della mansuetudine e del lavoro nonché della serenità e della forza d’animo. Ligio al dovere segue le convenzioni e si trova a suo agio nella routine. Nonostante il suo atteggiamento sommesso dobbiamo ricordare che la sua immagine è accompagnata dalla frusta e da un grosso bastone. Legato alla agricoltura, al lavoro nei campi e nelle risaie (il Bufalo d'acqua è il suo omologo nello zodiaco vietnamita) rappresenta oltre alla forza anche la fertilità. Era tradizione in primavera,  sia in Cina che in Corea, creare delle statuette di argilla per poi colpirle a bastonate per propiziarsi un buon raccolto. Un modo per “sacrificare” un bue salvaguardando il capitale. Un altro sacrificio, sempre attraverso un simulacro, era porre sul fondo di un fiume una sua rappresentazione eseguita in metallo; in questo modo si proteggeva il villaggio dalle inondazioni.

Bufalo d'acqua

La sua reputazione come immagine di diligenza, gratitudine e lealtà ne ha fatto l’animale simbolo del Buddhismo cinese. Per la sua dedizione all’altruismo il bue rappresenta la “natura del Buddha, la natura fondamentale di tutti gli esseri e include il presupposto che chiunque possa ottenere l’illuminazione” (Mikael Bauer, McGill University).

Nel Buddhismo Chan che approdato in Giappone è diventato Zen, è famosa “La Parabola del Bue” che vede un giovane pastore di buoi, che perso il suo animale si mette alla sua ricerca. Trovato il bue inizierà a domarlo e ad addestrarlo fino a fidarsi completamente di lui. Questo processo di “sottomissione” dell’animale rappresenta il lavoro di trasformazione del cuore e della mente dell’allievo fino a diventare lui stesso il maestro. Non dobbiamo dimenticare che questo animale è stato il primo a presentarsi di fronte al Buddha, ma risulta secondo solo grazie ad un astuto stratagemma del Topo.

Alcune immagini da "La Parabola del Bue"

Restando in Giappone, nella tradizione popolare che accompagna la pratica religiosa Shintoista (dal cinese Shen Dao “La Via dello Spirito” o degli Spiriti) si crede che toccandosi una ferita o una parte del corpo malata, e toccando la stessa zona nel bufalo presente nel tempio Shinto si possa guarire dal malanno.

È la cavalcatura che i saggi usano per raggiungere i luoghi in cui desiderano andare (se hanno fretta usano il Drago), questo perché sceglie sempre “la via maestra”, il cammino principale, disdegnando le scorciatoie. A conferma di ciò la leggenda vuole che Laozi, il fondatore del pensiero Taoista, l’abbia prediletto, nella versione bufalo, per il suo viaggio verso Ovest e, probabilmente, con esso si sia trasferito in Giappone (per questa circostanza i Buddhisti hanno qualcosa da obbiettare).


Cosa ci aspetta nell’Anno del Bue.

Probabilmente poche persone saranno dispiaciute nel vedere la fine del 2020. L’anno del Topo di Metallo era un’ulteriore opportunità (dopo quella offertaci dall’Anno del Cinghiale) estremamente importante che si è presenta alle nostre porte e che era nostro dovere saperla cogliere. Tragicamente non ci siamo riusciti!
Siamo caduti come topi incauti nelle trappole che l’anno passato aveva posto sul nostro cammino. Il continuo “mercanteggiare” attraverso reiterate speculazioni, spesso per un futile ritorno politico-elettorale, sommate alle critiche, mai accompagnate da serie proposte alternative, ci ha portato in questa situazione. Un governo “commissariato” a causa di una politica in perenne campagna elettorale nonché, lo ribadisco, miope e inconcludente. La pandemia di COVID-19 che ci ha colpito all’inizio del 2020 non ha fatto altro che esasperare le mancanze strutturali del nostro Paese ed evidenziarne l’inadeguatezza della classe politica oltre all’altissimo costo pagato dai suoi cittadini in termini sociali, familiari e personali.

 

L’Anno del Bue non è un anno in cui ci potremmo sottrarre dall’affrontare le nostre responsabilità. Le tribolazioni e le prove a cui dovremo fare fronte non saranno finite e riguarderanno in particolare la famiglia. Ci saranno risultati, senza dubbio meritati, ma saranno frutto di un duro lavoro. Se non riusciremo a portare a buon fine i nostri obbiettivi, non potremo accusare nessuno, saremo solo noi i responsabili.

Il Bue tratta con indifferenza la politica e la diplomazia, è preferibile quindi applicarsi con rigore e diligenza e non sprecare tempo a discutere con chi ha il potere, perché sarà un anno dove le autorità avranno la meglio: il Bue favorisce la disciplina. Evitare spese frivole ed inutili, meglio attenersi alla normale amministrazione. A coloro che pensano di prendere scorciatoie e aggirare le convenzioni occorre ricordare che i simboli che accompagnano il Bue sono la frusta e il bastone.

Il Bue ci raccomanda, quindi, di resistere mantenendo intatta la nostra rettitudine. Benevolenti, ma risoluti ed irreprensibili, di fronte alle avversità che la vita ci pone. Fare della pazienza la nostra migliore alleata in modo che ogni cosa possa trovare il suo giusto posto e godere della ricompensa per questo atteggiamento. Non opporsi alle leggi della natura, ma seguirle ed esserne i custodi.

Paolo Raccagni