Un Corpo Senza Anatomia

 La Visione del Corpo nel Pensiero Medico Tradizionale dell’Antica Cina

di Paolo Raccagni

Nella Tradizione Cinese, il corpo non è pensato soltanto come un insieme di organi, muscoli e ossa, ma soprattutto è considerato come un campo dinamico, un luogo in cui circolano forze, ritmi e relazioni che rispecchiano quelli dell’universo. Per questo, le rappresentazioni anatomiche materiali come nervi, muscoli, organi passano in secondo piano. Ciò che conta è come il corpo si inserisce nel grande movimento del cosmo.

 

Se cerchiamo nella Tradizione Cinese un catalogo preciso delle parti corporee, simile a quello occidentale, non lo troviamo. Una vera e propria nomenclatura anatomica appare soltanto sotto la dinastia Qing, quando il modello occidentale comincia a influenzare la medicina cinese. 

Prima di allora, elementi come: organi, visceri, carne, muscoli e tendini, ossa, vasi sanguigni…, non venivano studiati come strutture separate, ma interpretati attraverso schemi simbolici, soprattutto spazio-temporali, del pensiero cosmologico cinese. 

Due idee chiave hanno modellato questa visione: 

  • la rete: tutto nel corpo è in relazione;
  • la risonanza: ciò che accade dentro risponde a ciò che accade fuori.

In altre parole il Pensiero Medico Tradizionale Cinese considera l’essere umano come una replica, in piccolo, dell’universo e non una “macchina” da smontare e descrivere pezzo per pezzo. Questa visione permette di comprendere concetti come qi (氣), meridiani (脈) ed equilibrio energetico.

Le fonti mediche: il Huangdi Neijing 

La fonte principale sulla quale si basa gran parte della Medicina Tradizionale Cinese è il Canone Interno dell’Imperatore Giallo (黃帝內經, Huangdi Neijing), composto da: Suwen (素問) – Domande Semplici o Primordiali, Lingshu (靈樞) – Perno Spirituale o Perno degli Spiriti. Si tratta di testi molto particolari, scritti in forma di dialogo, in cui vengono trattati:

  • struttura e funzionamento del corpo; 
  • relazione tra corpo e cosmo;
  • metodi diagnostici;
  • principi dell’arte terapeutica. 

Nonostante siano testi medici, non contengono descrizioni anatomiche dettagliate come ci aspetteremmo oggi. La loro attenzione è rivolta soprattutto ai processi energetici, ai cicli naturali e ai ritmi vitali.

Parallelamente, i taoisti sviluppavano pratiche corporee e mentali (respirazione, meditazione, visualizzazioni) con un obiettivo diverso: superare i limiti del corpo fisico e dare spazio al corpo simbolico e spirituale.

Le due tradizioni si completano a vicenda: una descrive le dinamiche del corpo, l’altra le mette in pratica attraverso esercizi e tecniche di “trasformazione”.

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Il corpo come territorio e come simbolo

Una caratteristica fondamentale della visione cinese è che il corpo non coincide solo con la “materia”.

Il corpo, ad esempio nel pensiero confuciano, è legato all’ordine sociale e cosmico: la parte superiore è in relazione al Cielo (tian), la parte mediana all’Uomo (ren) e la parte inferiore alla Terra (di).

Può essere descritto anche tramite metafore funzionali potentissime: il corpo a immagine dell’universo, il corpo come paesaggio interiore, il corpo come metafora dello Stato (國家 guojia), molto usata in epoca Han e nelle scuole taoiste.

Queste immagini non sono semplici figure poeticamente suggestive, sono veri e propri modelli operativi che orientano la diagnosi, la pratica medica nonché le pratiche corporee. Da questo punto di vista, il corpo ha sempre un aspetto visibile e invisibile, fisico e simbolico, materico e sottile.

Le parole cinesi per dire “corpo”

Un altro modo per entrare nella visione del corpo del Pensiero Tradizionale Cinese è studiare le parole usate per descriverlo. Ogni termine apre un punto di vista diverso:

  • ti (體) – il corpo come struttura organizzata - rimanda a un corpo ordinato secondo principi temporali e rituali, legato al concetto di li (禮) “rito”, “ordine”, “forma adeguata”.
  • shen (身) – il corpo-persona - significa corpo ma anche persona, indica un corpo vivo, in movimento, capace di piegarsi, distendersi, reagire.
  • xing (形) – la forma visibile - è la dimensione materiale del corpo, la silhouette, la struttura tangibile. Si contrappone a tutto ciò che è invisibile, variabile, sottile.

Insieme a xing (形) vengono spesso associati: qi 氣 – il soffio, il movimento vitale; xue 血 – il sangue; jing 精 – l’essenza; jinye 津液 – i liquidi organici; xing 性 – la natura innata; qing 情 – le emozioni; shen 神 – gli spiriti/forze psichiche che abitano l’individuo.

Questa ricchezza mostra che, nel Pensiero Tradizione Cinese, corpo e psiche non sono separati: sono due facce dello stesso processo vitale.

Una frase famosa del Suwen riassume bene questa visione:


“L’uomo che conosce la Via è capace di mantenere uniti corpo (xing) e spirito (shen), e così giunge naturalmente al compimento della vita.”

Questo principio di unità tra corpo e spirito, è centrale nelle pratiche mediche tradizionali, nelle pratiche marziali e di “lunga vita”: ogni tecnica o esercizio unisce movimento, respiro e presenza mentale, proprio per tenere insieme forma e spirito, materia e energia. Quindi, in conclusione, microcosmo, stato e “corpo sacro” si integrano in un’unica visione.