Doppio sogno

Chuang-tzé sognò di essere una farfalla, e il sogno fu così intenso che al suo risveglio egli non ricordava più se era stato lui a sognare di essere una farfalla o una farfalla a sognare di essere Chuang-tzé.
Poi si guardò attorno.
Vide i banbini da portare a scuola, le cambiali da pagare, il cane che voleva fare la pipì un testimone di Geova alla porta e così chiuse gli occhi, stese le ali e volò via.

Tratto da Stefano Salvi "101 Buddhanate Zen" Ed. BUM Mondadori Milano 1994

L'Universo ... in un piatto

di Paolo Raccagni

Questo brano prende spunto da una visita fatta con mia moglie Paola al Museo delle Ceramiche di Faenza, dove, per caso ed inaspettatamente, leggo la parola WU-CHI in una tavola di cartoncino esposta un una delle sale e con una serie di disegni (che poi imparerò a chiamare studi) rappresentanti il motivo decorativo del garofano (o peonia), forse il più amato ed apprezzato dal pubblico.

La ricerca del Maestro ceramista Enzo Mari per il Museo faentino parte dalla considerazione che questa decorazione, "in molte delle sue figure sono di forma o correlazione così anomale da suggerirne implicazioni fortemente simboliche" che vanno oltre alla semplice definizione di "cineserie". Lo studio della decorazione prende quale modello di riferimento un piatto di maiolica del 1700 ed il Maestro Mari ne divide subito la rappresentazione in tre livelli: il centro, intorno al centro e fuori dal centro. La parte centrale della decorazione è suddivisa ulteriormente in altre riproduzioni.

La prima riproduzione è il WU JI (WU CHI, il Non-Colmo). Raffigurato dall'Acqua Primordiale che rappresenta in molti miti della creazione del mondo, la sorgente di ogni forma di vita (il liquido amniotico...), il caos primitivo. L'acqua raffigura anche la totalità delle possibili manifestazioni, ben si lega dunque al concetto di energia (QI) latente e non manifesta, non organizzata e nella sua massima potenzialità. Nella decorazione prende forma dalle acque l'onda, l'elemento di congiunzione tra WU JI e la Peonia Yin, il fiore legato alla primavera alla nascita (o alla rinascita). "Contemporaneamente alla Peonia nasce la prima terra" (E. Mari).

La seconda riproduzione è il RECINTO. Il recinto rappresenta il luogo sacro, l'ara sacrificale, la dimora degli Dei. "Questo elemento è sempre accomunato alle peonie. Ricorda che anche guardando il piatto ci si trova di fronte al rito dell'alleanza, implicito in un pasto collettivo, il festino che ha funzione di far sbocciare la virtù." (E. Mari)

La terza riproduzione è la PEONIA YIN. Nasce dal WU JI, ha lo stesso colore dell'acqua dunque la stessa forza generatrice. Rappresenta lo YIN la parte in ombra, il principio femminile, la Terra. "Comprende due germinazioni: quella superiore, la coppia azzurro e cinabro che ricorda la complementarietà del binomio Yin-Yang: quella inferiore, il germoglio di cinabro della Peonia Yang indica la potenzialità di mutazione della Peonia Yin in quella Yang." (E. Mari)

La quarta riproduzione è la PEONIA YANG. Sostenuta dalla Peonia YIN, rappresenta lo YANG, la parte al sole, il principio maschile, il Cielo. Il suo colore richiama quello del cinabro (cristalli di mercurio di colorazione rossa) che simboleggia l'immortalità. In cima alla Peonia YANG una germinazione azzurra indica il continuo riproporsi del rapporto Yin-Yang.

Altri elementi decorativi al centro fanno da "riempimento del vuoto", tra i quali troviamo il bambù capace di allontanare i demoni nonché simbolo di longevità, di pace e tranquillità familiare.

Intorno al centro. Una linea di demarcazione che contorna il centro e lo separa dall'esterno come per delimitare "ciò che è al di là e ciò che è al di qua dell'universo", oppure separa ciò che era prima, anteriore, da ciò che è dopo, posteriore. La decorazione utilizzata è estremamente simbolica. Si possono trovare tratti ornamentali che richiamano la suddivisione in risaia del terreno dunque un simbolo di abbondanza e ricchezza o altri tratti più simili alla pelle squamata di un "drago" simbolo di fertilità e delle piogge primaverili.

Fuori dal centro, una serie di rappresentazioni fine a se stesse che "riempiono il vuoto" come per confortarci nella "paura del nulla".

Il TAO della bocca e dei denti

Rappresentazione simbolica del cielo e della terra, l'incontro delle nostre due mascelle traduce lo stato dell'armonia interiore.
Traduzione di un'articolo di Estelle Vareeck pubblicato sulla rivista Generation Tao n° 35 - Inverno 2004-2005. (www.generation-tao.com)


La bocca materializza l'incontro del cielo e della terra ed esprime l'unione delle polarità, l'ingranarsi dei denti simbolizza la risoluzione della nostra dualità. La bocca è costruita ad immagine del mondo intorno a noi. Alla mascella superiore, la volta del palato sviluppa il suo arco ad ogiva e forma il tetto del tempio interno (cielo). La mascella inferiore la parete bassa dello spazio buccale è chiusa da un interlacciarsi di muscoli chiamato "pavimento della bocca" (terra). Così la bocca produce in noi uno spazio costruito nella verticalità dell'asse cielo-terra. All'interno di questo spazio intimo, un vero tempio interiore, abita la lingua (l'emanazione del cuore secondo i Cinesi).

La bocca, tra Cielo e Terra
La mascella superiore simbolizza il cielo, ossia il non manifesto, l'impalpabile, il sottile, l'astratto, l'infinito, il tempo. La mascella inferiore rappresenta la terra, ossia il manifesto, il palpabile, il tangibile, il concreto, il misurabile, il finito, il limite legato alla materia, lo spazio. I denti superiori ricoprono quelli inferiori come il cielo ricopre la terra. In questo sistema, i nostri denti funzionano come dei captatori d'energia: celeste per i denti della mascella superiore dove le radici si orientano verso l'alto come delle antenne: tellurica per i denti della mascella inferiore dove le radici puntano verso il basso come delle vere prese di terra.

Mostrami la mascella e ti dirò chi sei
Il piano d'occlusione, o l'ingranarsi dei denti, è il piano dove i denti superiori premono su quelli inferiori. L'incontro delle due mascelle ci mostra come i due mondi o polarità (cielo/terra) si articolano in noi. Un'armonia occlusiva traduce così l'armonia interiore, presente quando il cielo si posa perfettamente sulla terra: la ragione tempera l'azione senza imbrigliarla: impulsività e riflessione si equilibrano mutuamente: il pensiero e l'azione si completano in un movimento fluido. La persona manifesta ciò che ella è, le sue idee prendono forma con disinvoltura nella conformità delle parole e degli atti. Purtroppo tali persone sono rare. L'occlusione è di solito perturbata e traduce un disequilibrio interiore ove il cielo e la terra sono separati. Il disequilibrio può essere latente o esprimersi in modo spettacolare attraverso il digrignare dei denti (bruxismo): la guerra interna diventa rabbia, l'istinto e la ragione si combattono, ciascuna cerca di dominare la personalità. Il problema d'occlusione si ripercuote a livello dell'rticolazione delle mascelle (situata davanti l'orecchio), che materializza un altro punto di giunzione tra alto e basso. Un'articolazione che scricchiola, dolorosa o si blocca traduce la mancanza di fluidità tra la testa ed il corpo, la mancanza d'armonia interiore della persona, divisa o esitante tra desideri contraddittori.

Lo specchio della nostra mascella
Al giorno d'oggi, i problemi d'articolazione delle mascelle e d'occlusione tendono ad accrescere. I bambini non sono risparmiati. Soffrono di mal'occlusione. Al di là dell'inestetismo dell'impianto, si rileva un problema di mascelle che non si incontrano correttamente. Il fenomeno, importante per la sua ampiezza, merita che ci si pongano delle domande. La bocca dei nostri bambini mostra una disarmonia profonda (perché strutturale) tra il cielo e la terra. Questa disarmonia è il riflesso della nostra società divisa tra aspirazioni spirituali di evoluzione e di elevazione ed i desideri materiali di un consumismo irrefrenabile. Il cielo e la terra si scontrano, s'affrontano o si cercano all'interno di un equilibrio instabile. La materia non serve più il sacro e lo spirituale ignora la materia. Una scissione emerge dalla nostra società e la bocca dei nostri figli traduce questo malessere. La divisione e profonda tra la testa che pensa, concettualizza, riflette, ed il corpo che vive a sua volta relegato al rango di oggetto. La mal'occlusione più frequente è caratterizzata da una sovrapposizione eccessiva della mascella superiore a scapito di quella inferiore (sopracclusione). In altro modo, la testa, il mentale, l'intelletto è troppo presente in quanto il corpo, imbrigliato, controllato all'eccesso scompare. La bocca dei nostri figli mostra che abbiamo sviluppato una società centrata esclusivamente sulle performances dell'intelletto e non si occupano del corpo. Noi siamo sulla via di diventare un "mentale" senza emozioni che sottomette la materia ed il mondo ai suoi capricci, sacrifica la terra e la natura alla dittatura della produttività e del rendimento. Il problema d'occlusione e di mal"occlusione sono un appello a ritrovare l'armonia interiore ed il giusto equilibrio delle polarità. È urgente ritrovare la via di mezzo, quella proposta dal Tao da migliaia di anni.