Nomadi e Sedentari

Nell'energetica della tradizione cinese i "Cinque Movimenti" (Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua) da cui deriva, per continue trasformazioni dello Yin-Yang, il mondo del sensibile, si "muovono" secondo leggi cicliche ben definite.

Di Georges CARLES
Traduzione di Yves KIEFFER e Paolo RACCAGNI

Di questi cicli i più conosciuti sono il Ciclo di Generazione (SHENG) ed il Ciclo di Dominazione (o Distruzione - KE). Questi due cicli sono particolarmente utilizzati in agopuntura ed in dietetica, così come nelle tecniche psicosomatiche (Qigong) e come nelle "Arti Marziali" classiche (Taiji Quan, Xingyi Quan).

Ciclo di Generazione o di Produzione (SHENG): L'Acqua genera il Legno (l'acqua permette al seme di germinare: rigenerazione, germinazione). Il Legno genera il Fuoco (il legno è necessario per mantenere il fuoco acceso: combustione). Il Fuoco genera la Terra (il fuoco produce la cenere: produzione). La Terra genera il Metallo (la terra, cenere, contiene dei minerali: cristallizzazione, mineralizzazione). Il Metallo genera l'Acqua (il metallo, i minerali si liquefanno sotto l'azione del tempo o del calore: liquefazione, dissoluzione).

Ciclo di Dominazione o Distruzione (KE): L'Acqua spegne il Fuoco, il Fuoco fonde il Metallo, il Metallo taglia il Legno, il Legno si nutre della Terra, la Terra trattiene ed assorbe l'Acqua.

Esistono altri cicli, più complessi, che utilizzano i Cinque Movimenti dell'energia, Ciclo d'Assalto, d'Insulto o d'Attacco (HAI): Metallo, Fuoco, Acqua, Terra, Legno… questo ciclo è descritto nel capitolo 19 dello Zhuang Zi ed è utilizzato in energetica per purificare. E' chiamato anche "Ciclo dei Nomadi" in opposizione al Ciclo di Generazione che è considerato come il "Ciclo Sedentario". Nell'antica tradizione il "Ciclo dei Nomadi" (PU: viaggiare a piedi si pronuncia ugualmente come battere, assalire, picchiare) corrispondente all'attacco con armi (metallo dell'ascia, della sciabola), il fuoco (incendio dell'accampamento), l'acqua (l'inondazione per la rottura delle dighe d'irrigazione), poi l'occupazione (presa di possesso del territorio, della terra) ed infine la conquista di nuovi territori con l'aiuto dei cavalli (vegetazione della prateria, della steppa, vento del galoppo, criniera al vento…).

Si oppone evidentemente al "Ciclo dei Sedentari" (CHEN dà il senso di pacificare), come se dei nomadi si fossero fermati o insediati, dove il Fuoco rappresenta il focolare, la Terra il luogo di residenza, etimologicamente la casa, il Metallo gli utensili agricoli, l'Acqua il pozzo ed il Legno i frutteti. In questa ipotesi, gli elementi si generano tranquillamente (Fuoco/Terra/Metallo/Acqua/Legno). Il sedentario è dunque l'uomo che possiede un fuoco e un letto (un focolare e una casa) mentre il "barbaro" è considerato, come in Occidente, senza focolare ne dimora.. dunque "senza fede ne legge".

Sul piano pratico, tutto ciò permette di comprendere che, utilizzando il "Ciclo dei Cinque Movimenti" i "Cinque Elementi" non hanno sempre lo stesso valore simbolico… il Metallo può essere sciabola, o aratro, il Fuoco può essere il focolare del caminetto o l'incendio… In qualche caso, l'ago dell'agopuntore può essere molto pacifico e facilitare la circolazione dell'energia, se il ciclo utilizzato è il ciclo di generazione o "sedentario", o ben più aggressivo, per combattere un'energia patogena, utilizzando il ciclo d'assalto o "nomade". Non si tratta altro che d'un esempio di utilizzazione pragmatica della filosofia cinese applicata alla medicina classica. Con il tempo, il "Ciclo d'Insulto" si evolve verso un ciclo che utilizza il principio, più complesso, delle "Sei Energie Periferiche" che è all'origine del principio dei "Dodici Meridiani". In agopuntura, questo ciclo duodenario, corrispondente ai dodici periodi dell'anno, secondo Jacques Lavier, si basa ugualmente sull'azione del predatore-invasore: invasione e massacro (Metallo), installazione sul territorio di conquista (Terra), incendio di ciò che è costruito (Fuoco Imperiale o Principe), desolazione (Acqua), nuove tradizioni (Fuoco Secondario o Ministro), nuova civilizzazione (Legno).

Il ciclo dei "Decreti Imperiali" oppone gli elementi a coppie: Fuoco/Acqua, Metallo/Legno, la Terra dimora al centro. Questo ciclo chiamato anche "Ciclo di Esplicazione" (SHI) rappresenta nell'antica tradizione un colloquio con l'Imperatore a seguito di una richiesta. L'Imperatore invariabilmente risponde Si-Si (Fuoco), No-No (Acqua), Si (Legno), No (Metallo). Può così proporre di trasmettere il documento ai suoi consiglieri (Terra). Questo ciclo è all'origine della proposizione del Shi Ming, trattato medico redatto da Liu Xi nel primo secolo della nostra era, che consiste, riguardo la struttura corporea (TI), nello studio delle coppie ossa/carne (duro/morbido); peli (pelle)/sangue (visibile/invisibile); anteriore (faccia)/posteriore (dorso) (interno /esterno); grande/piccolo (immutabile/effimero) al fine di stabilire l'unità del corpo (nozione d'equilibrio, di centro, di terra). Si tratta di un ciclo utilizzato prevalentemente nelle pratiche energetiche (Daoyin Qigong) e in agopuntura.

In medicina cinese classica, questi "Cinque Movimenti" sono onnipresenti tanto in agopuntura che in farmacopea, nella dietetica, nella dietoterapia, nei massaggi, nelle tecniche psicosomatiche… L'agopuntura così come il massaggio medico utilizzano, in particolare nei trattamenti, in complemento ai "Cinque Movimenti", il ciclo duodenario corrispondente alle energie dette periferiche, ai "meridiani" (percorsi dell'energie periferiche), ai "punti" d'agopuntura. Un vecchio adagio medico dice al riguardo: "I Cinque Movimenti si manifestano all'interno, le Sei Energie si esprimono all'esterno". In una certa misura, ciò implica che i "Cinque Movimenti" sono preferibilmente utilizzati nelle pratiche di mantenimento della salute (dietetica, Daoyin Qigong, automassaggio…) invece le "Sei Energie" sono preferibilmente utilizzate nelle pratiche terapeutiche (agopuntura, moxibustione, dietoterapia, massaggio e mobilizzazioni mediche, Qigong medico…).

Cinque Elementi o Movimenti?

Secondo la Tradizione cinese il mondo sensibile, tutto ciò che noi riusciamo ad apprezzare con i sensi, deriva dalla trasformazione continua dello YIN-YANG. Quando YIN e YANG cessano di essere un principio e si materializzano sulla terra essi prendono forme variabili che si caratterizzano sotto aspetti diversi che la saggezza della Cina Antica ha classificato in cinque categotie corrispondenti ognuna ad un elemento simbolico particolare. I Cinque Elementi (WUXING 五行) che possiamo chiamare anche Cinque Movimenti, permettono di raggruppare in una immagine diverse corrispondenze e di definire una energia specifica. Questi elementi si generano e si controllano mutualmente indicando la nozione di movimento (DONG) e di trasformazione (YI). Dalla notte dei tempi si è constatato che il Fuoco sale, che l'Acqua scende, che il legno avvolge, che il metallo separa e che la Terra produce.

Nella concezione greca che fino al rinascimento e oltre, ha accompagnato il pensiero occidentale, il concetto era ben diverso. Gli elementi erano quattro: Acqua, Aria, Fuoco, Terra e ciascuno di tali elementi, racchiuso in sfere concentriche, tendeva a stabilizzarsi fino a raggiungere un equilibrio statico. Nella concezione cinese i ciascuno dei Cinque Elementi/Movimenti produce il successivo (Ciclo di Generazione) e contemporaneamente controlla l’elemento generato dal suo successivo (Ciclo di Controllo) in una ciclicità o circolarità cosmica.
A questo punto è opportuno definire i termini XING e WU. XING è stato tradotto con Elemento/Movimento: Elemento se vogliamo fare l’analogia con i quattro elementi del concetto greco occidentale; Movimento se vogliamo “dare alle parole il giusto significato”.
L’ideogramma XING (WIEGER 63 C - HSING 行) si compone, nella sua parte di sinistra, di un elemento che identifica un passo con il piede sinistro e nella sua parte di destra di un altro elemento che identifica un passo con la gamba destra. L’immagine espressa ha chiaramente un significato di “movimento”. WU è il numero Cinque (WU 五) che nella numerologia cinese, è il principio organizzativo di tutto ciò che esiste, il centro, ciò che raccoglie e distribuisce.
La rappresentazione tradizionale dell’organizzazione dei Cinque Movimenti pone in alto il Fuoco, in basso l’Acqua, a sinistra il Legno e a destra il Metallo. La Terra occupa la posizione centrale.

Fuoco
Per analogia possiamo legare il Fuoco (HUO 火), il massimo dello YANG, e corrisponde al Sud, all’estate, al mezzogiorno, al calore, al colore rosso, al sapore amaro del bruciato. Se messo in relazione al corpo al cuore e ciò che corrisponde alla circolazione, alla termoregolazione, al tatto.
Nelle pratiche cinesi dell'Arte del Pugno, il Fuoco corrisponde al Leopardo, alla spada a doppio taglio, ad un colpo in avanti e verso l'alto e ad uno spostamento in avanti. E' in relazione al pugno.

Acqua
L’Acqua (SHUI 水) è considerata come il massimo dello YIN e corrisponde al Nord, all’inverno, alla mezzanotte, al freddo, al colore nero, al sapore salato. Se messa in relazione con il corpo ai reni e a ciò che corrisponde alle ossa e alle articolazioni, alla locomozione, all'udito.
Nelle pratiche cinesi dell'Arte del Pugno, l'Acqua corrisponde alla Scimmia o al Serpente, alla lancia, all'astuzia, alla strategia. Corrisponde ad un colpo di punta discendente, ad uno spostamento all'indietro.

Legno
Per i movimenti intermedi: il Legno (MU 木), il passaggio dallo YIN allo YANG, lo leghiamo all’Est, alla primavera, al mattino, a ciò che è tiepido, al colore blu-verde (come il turchese), al sapore acido. Se messo in relazione con il corpo al fegato, ai muscoli e tendini, alla vista.
Nelle pratiche cinesi dell'Arte del Pugno corrisponde alla Tigre, alla alabarda e al coraggio cavalleresco. Corrisponde ad un colpo circolare verso l'interno o a uno spostamento verso l'interno, alla presa e alla proiezione. E' associato alla presa, all'artiglio.

Metallo
Il Metallo, il passaggio dallo YANG allo YIN, all’Ovest, all’autunno, alla sera, al fresco, al colore bianco, al sapore agro del fermentato. Se messo in relazione con il corpo ai polmoni e a ciò che corrisponde alla respirazione, all'olfatto.
Nelle pratiche cinesi dell'Arte del Pugno si lega all'Airone (a tutto ciò che rappresenta un trampoliere), alla sciabola e al rigore. Corrisponde ad un colpo di taglio e a uno spostamento verso l'esterno. E' associato al taglio della mano.

Terra
Il centro è il posto dell’osservatore e in quest’organizzazione spazio-temporale è legato alla Terra (TU 土)ed alla Quinta Stagione che si pone come punto di passaggio o di separazione tra le quattro stagioni. E' il punto di equilibrio tra lo YIN e lo YANG e corrisponde a ciò che è neutro, alla fine del pomeriggio, ai periodi interstagionali, al colore giallo o bruno, al sapore dolce. Nel corpo è in relazione alla milza, agli organi, alla carne, all'equilibrio, al gusto.
Nelle pratiche cinesi dell'Arte del Pugno si lega all'Orso, al bastone e alla potenza. Cossisponde a mantenere la posizione sul posto. E' associato al palmo.

La questione dei riti

Nella Cina del XIII e XIV secolo, durante la dinastia YUAN (1260-1368), tutte le confessioni religiose godevano di un’ampia tolleranza da parte dei dominatori mongoli. Infatti, tutte le religioni avevano la medesima libertà d’azione. Caduta la dinastia YUAN e con l’avvento dei MING (1368-1644) si assiste al ritorno di una forte reazione nazionalista con la conseguente condanna di tutte le dottrine eterodosse che “minavano l’ordine morale, politico e sociale confuciano”.

Si dovette aspettare fino al XVI secolo per nobilitare, agli occhi dei cinesi, la cultura europea e questo ad opera dei padri gesuiti. Questi religiosi occidentali affascinarono la corte cinese con la loro grande competenza tecnica e scientifica ed ebbero come riconoscimento l’assegnazione “dell’Ufficio del calendario” e un atteggiamento più conciliante nei confronti della religione cristiana. Fu solo dopo la salita al trono dell’imperatore KANGXI (1662-1722) della dinastia QING (1644-1911), nel 1692 che ai cinesi fu concessa la libertà di culto e ai missionari il permesso di praticare i riti cristiani nelle loro chiese.

Questa grande apertura dell’imperatore nei confronti delle religioni esterne alla Cina diede origine la corsa all’evangelizzazione di questo grande paese e la conseguente perdita della “egemonia” della Compagnia di Gesù a favore di altri ordini, in particolare dei numerosi domenicani e francescani che raggiunsero la Cina. La compresenza dei diversi ordini e delle diverse strategie e metodi di evangelizzazione innescò la disastrosa
quaestio de ritibus sinensibus.

La strategia dei gesuiti, impostata da Matteo Ricci (1552-1610), era quella di “catturare” le simpatie dei cinesi, in particolare i letterati e gli esponenti della nobiltà, adattandosi ai costumi locali, utilizzando la lingua cinese in modo colto e permettendo ai cinesi convertiti di seguitare a praticare i riti confuciani e quelli in onore degli antenati. Inoltre i missionari gesuiti usufruirono dei termini cinesi per indicare concetti cristiani ed un atteggiamento assonante sui principi fondamentali della dottrina confuciana.

Gli ordini domenicani e francescani, invece, si rivolgevano prevalentemente al popolo incolto che aveva una scarsa conoscenza dei principi confuciani e un approccio ai riti tradizionali di tipo, troppo spesso, superstizioso. Questo valse dell’accusa, da parte di questi ultimi, verso i gesuiti di insegnare una “versione corrotta e degenere del cristianesimo, dunque intollerabile”.

Queste divergenze esistevano già all’interno della Compagnia di Gesù ancora prima dell’arrivo in Cina degli ordini mendicanti. Dunque non si può imputare ai domenicani e ai francescani l’apertura di questa disputa che porterà al decreto del 1645 di papa Innocenzo X che impedì, di fatto, a tutti i cristiani di partecipare a tali riti. In seguito i gesuiti, per perorare la loro causa, si rivolsero al suo successore, Alessandro XII, il quale, nel 1669, con un altro decreto, che non abolì il precedente, rese ancora più paradossale la situazione.

Per definire la questione bisogna attendere il papa Clemente XI e il suo decreto del 1704,
Cum Deus optimum, che impose ai missionari e ai cattolici cinesi la proibizione dei riti confuciani e la successiva Ex illa die che rinnovò tale proibizione. È proprio quest’ultima a provocare l’ira dell’imperatore KANGXI che minacciò di cacciare tutti i religiosi occidentali dall’impero, i quali per timore di ritorsioni smisero di amministrare i sacramenti abbandonando a loro stessi i convertiti locali. Con la morte di KANGXI e la salita al trono di suo figlio YONGZHENG (1723-1735) i cristiani subiscono una durissima repressione e nonostante l’opera del francescano Purificacao da Rocha Froes, vescovo di Pechino, volta a mitigare la situazione, per decreto imperiale vengono revocati i permessi ai missionari, tranne quelli di corte, e tutte le chiese diventano edifici di pubblica utilità. Nonostante ciò nel 1742 l’intransigente papa Benedetto XIV promulga la Ex Quo Singolari che conferma la Ex illa die e pone fine alla disputa sui riti.

Bisogna attendere il 1939 perché la Santa Sede e solo dopo che il governo cinese ha confermato la mera natura civile dei riti, perché la proibizione sia rimossa con l’istruzione
Plane compertum est (8 dicembre 1939) della Sacra Congregazione di Propaganda fide:

“È chiaro che alcune cerimonie in Oriente pur essendo state precedentemente legate a riti pagani ritengono ora, dati i cambiamenti delle usanze e del pensiero lungo i secoli, un significato puramente civile della pietà filiale verso gli antenati, dell’amore per la patria e del rispetto ai connazionali”.

Il post è una mia elaborazione di un testo tratto da uno studio a firma Elisa Calvaresi su "Monografie di Rivista Liturgica" al quale rimando per ogni approfondimento.
Paolo Raccagni