Neidan e Waidan

a cura di Paolo Raccagni
Il Bambino Interiore
Fedeli alla legge degli “opposti”, i moderni storici del Taoismo usano comunemente il termine Neidan in contrapposizione a Waidan per identificare Due aspetti complementari di una medesima “scienza”: l’Alchimia Esterna (Waidan 外丹) e l’Alchimia Interna (Neidan 內丹).
Mentre con Waidan si fa riferimento all’alchimia di laboratorio, il termine Neidan è più recente (appare nel Taoismo nell’VIII secolo) e solo durante la dinastia Song (920-1279) divenne il termine corrente per identificare una particolare disciplina che si stava diffondendo proprio in quel periodo: l’Alchimia Interna.

Nel tempo e secondo autori diversi, i termini Neidan e Waidan hanno assunto differenti sfumature di significato e spesso, nei fatti, sono stati confusi. Tutto quanto potrebbe essere più chiaro se ci poniamo in un punto di vista diverso rispetto l’Alchimia Esterna, che pare specializzata nella trasformazione dei metalli o dei vegetali, e la osservassimo come una rappresentazione allegorica, o più propriamente una proiezione esteriorizzata, delle diverse tappe di un lavoro effettuato su se stessi, proiettata verso una panacea fisica, un Elisir (Dan), così raffinata da donare “l’Immortalità”. Risultato: abbiamo descritto semplicemente il concetto di Alchimia Interna, proprio come il percorso fatto dall’adepto, passo dopo passo, per giungere al livello di evoluzione più alto possibile.

Neidan e Waidan, si fondono così intimamente da essere interpretati attraverso i termini di un unico vocabolario misterioso: il “linguaggio alchemico”. Un modo di esprimersi misterioso perché deve descrivere un’Unità che si realizza solo attraverso una separazione. Un linguaggio che deve lasciar spazio al silenzio poiché si rivolge all’uomo, un profondo mistero anche per se stesso. Una serie di espressioni che descrivono un processo esterno ma rivolto verso l’interno, un lavoro esterno all’uomo che permette e facilita l’osservazione delle corrispondenze e le correlazioni con se stesso. Un linguaggio che è una metafora sull’elaborazione di "ingredienti" che contiene tutti i passaggi di un lavoro da compiere su di se.
 Ora diviene possibile accostare, per estensione, il termine cinese Dan (丹) che significa cinabro, ad alchimia (dall’arabo Al Kimia, in latino Solve Coagula, in greco Spagiria), in quanto il cinabro, il solfuro di mercurio, è il materiale alla base dell’Alchimia Taoista.

Alcune sostanze alchemiche preparate dai Taoisti sono basate certamente sui criteri della teoria dei Cinque Elementi, altre su gli Otto Trigrammi o sui 64 Esagrammi del Libro dei Mutamenti; più l’analisi è complicata, più la fabbricazione dei materiali sarà complessa. Volendo illustrarne il principio in base alla teoria del San Yi (Tre Unità) potremmo assimilare il piombo, materiale pesante, scuro, passivo, alla Terra, la soda all’Uomo, al catalizzatore, a ciò che permette la fusione, e la silice al Cielo, sottile, luminoso, attivo. Si può continuare in questa similitudine associando la Terra al corpo dell’uomo, il Cielo alla sua spiritualità e l’Uomo alla parte emozionale di quest’ultimo.

Gli alchimisti affermano che la Natura ci ha messo a disposizione tutte le potenzialità necessarie per divenire pienamente noi stessi, ma che ciò non è sufficiente a completare l’Opera Alchemica. L’uomo non può divenire cosciente automaticamente; l’automatismo non è altro che l’antitesi della coscienza. Il processo alchemico interno, la preparazione dei materiali, consiste nel “raffinare” il corpo, le emozioni e lo spirito. Il famoso “fuoco segreto” degli alchimisti non è altro che il lavoro su di se, una serie d’operazioni che consistono nel far funzionare sinergicamente il corpo, le emozioni e lo spirito, in modo che l’azione di un solo elemento sia in perfetta armonia con quelle degli altri due.

Tigre e Drago uniscono i loro Soffi
nel Crogiolo Alchemico
Così come elementi fisici Corpo, Spirito ed Emozioni, sono riuniti in fusione all’interno del crogiolo, questi tenderanno a dividersi secondo la loro densità; sarà dunque necessario mescolarli molto bene affinché si possa ottenere un prodotto ben omogeneo. Il prodotto alchemico così ottenuto attraverso il  Waidan (l'Alchimia Esterna) diventerà allora, simbolicamente, una rappresentazione esteriore “dell’Uomo Nuovo” o "Uomo Realizzato" (Zhenren) che può nascere “dall’Uomo Non Finito” (Xiaoren). Come un cristallo alchemico ottenuto dalla fusione del piombo (Terra), della silice (Cielo) con il contributo catalizzante della soda (Uomo), diviene un vero talismano, non per le sue proprietà intrinseche meravigliose, ma per il lavoro fin qui fatto e sul lavoro che ancora rimane da fare, il Neidan (l'Alchimia Interna), per divenire un cristallo chiaro e luminoso.

Ora saranno più chiare le corrispondenze tra i termini alchemici del tipo Sole e Luna (Fuoco e Acqua), Tigre e Drago (Essenza e Soffio), Piombo e Mercurio (Corpo e Spirito). Così per esempio la parola “Immortalità”, termine alchemico, potrà essere tradotto in “Saggezza”. Ingerire, integrare, fare propria, una pillola di immortalità, è dunque impregnarsi intimamente dell’insieme dei principi e delle regole (gli ingredienti) che portano ad avvicinarsi alla Saggezza. L’immortale è colui che non è morto e che non può morire, che non può essere soggetto dall’azione del tempo, ossia ai cambiamenti che il tempo provoca, alle mode, alle manifestazioni effimere. Si può essere soggetti a tutto ciò senza esservi sottomessi comprendendo al meglio i principi essenziali che regolano il cambiamento.

2018 - L'Anno del Cane


Il calendario cinese si basa su due cicli: il ciclo solare e il ciclo lunare. Di conseguenza il primo giorno dell’anno cinese inizia con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre). Si determina quindi un sistema astronomico e astrologico diverso da quello occidentale. Suddiviso in cicli di sessanta anni ciascuno ripartito in dodici quinquenni (12 x 5), vede, nell’ordine, il susseguirsi dei seguenti segni: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Cinghiale. Ognuno di questi segni zodiacali si combina con i Cinque Elementi fondamentali della Tradizione cinese: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. L’inizio dell’anno coincide, nella tradizione cinese, con l’inizio della primavera.

Gi anni del Cane: 1910, 1922, 1934, 1946, 1958, 1970, 1982, 1994, 2006, 2018, 2030.

Dal 16 Febbraio 2018 (la luna nuova tra il 15 e 16) al 4 febbraio 2019 è l’anno che nel calendario cinese, è dedicato al Cane di Terra (狗 GOU - KOU - Ricci 2683). Questo nuovo periodo è governato dall’Elemento Terra, una forza stabilizzatrice e conservativa che segna un cambiamento significativo dopo i due anni “focosi”, della Scimmia (2016) e del Gallo (2017) che hanno portato disarmonia ed impulsività.

Termina un anno, quello del Gallo di Fuoco, in cui i governi delle nazioni, in particolare quelle europee, hanno adottato linee dure mostrato i muscoli e gonfiato il petto come fa il Gallo per impressionare i concorrenti e le galline del pollaio. Più preoccupati di proteggere la loro leadership, hanno fatto scelte che si sono rilevate, in seguito, disastrose sia sul piano politico che economico e sociale.


L’Anno del Cane di Terra
Altamente percettivo, il Cane di Terra è gentile, efficiente e molto competente nella comunicazione. La nozione di “fair play” e giustizia sociale è fondamentale per il Cane. Efficiente e costruttivo, imparziale e saggio, fedele alle sue convinzioni e ai suoi valori di giustizia, accetta il volere della maggioranza. Ma per questo aspetto idealista pretende dagli altri altrettanta dedizione e lealtà. Abile lottatore non risente in modo particolare della sconfitta e non è mai troppo sicuro di sé nella vittoria.

Poiché la Terra “produce” il Metallo (金 JIN Metallo - Oro) nel ciclo di generazione dei Cinque Elementi, così come nello zodiaco, il 2018 dovrebbe portare prosperità e generosità. Storicamente rispettato in Cina per il suo ruolo di protettore della casa e come animale da lavoro (anche se fonte di cibo di riserva), è simbolo di solidarietà del branco, integrità, lealtà e uguaglianza. Trasportando queste qualità in un’ottica geografica e politica si potrebbero avere degli spostamenti da posizioni prevalentemente “offensive” a posizioni più “difensive” e protettive. Pertanto i temi generali dell’anno saranno rivolti verso una maggiore consapevolezza, solidarietà e integrazione sociale. Questo non significa che non ci saranno dissidi; il carattere decisionista e un poco cinico del Cane potrebbero causare scontri, rivolte e ribellioni, ma il suo buonsenso, alla fine, farà appianare le cose.

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è nato nell'anno del Cane
(Foto The Washington Times)

Sul piano personale le qualità del Cane di Terra dovrebbero portare un aspetto positivo alle relazioni sia individuali che di gruppo. Grazie alla sua onestà, intelligenza e disciplina sarà più facile considerare i pro e i contro per nuove iniziative, anche imprenditoriali, cambiamenti nello stile di vita e nelle relazioni sociali.

I Cani Foo (Fu)
Cane Foo in giada
Foto archivio privato
È impossibile trascorrere un pò di tempo in Cina senza familiarizzare con i suoi leoni in pietra o in bronzo. Queste creature, così numerose, sono un aspetto distintivo della cultura cinese, opere d’arte, ciascuna con una variazione sul tema distintiva dello scultore che lo ha “estratto” dalla roccia.

Questi guardiani, leoni stilizzati, sono chiamati in cinese SHI o SHISHI, 石獅, “leoni di pietra”, ma in occidente sono più conosciuti come i “Cani Foo”. Non sono originari della Cina, ma della Persia. Presentati come omaggi alla corte degli Han dai diplomatici persiani, dal VI secolo d.C. sono diventati popolari in Cina come guardiani delle dimore dei più facoltosi.

L’immagine del Cane Foo ha avuto un ruolo particolarmente fortunato in Cina, data la sua associazione con il buddismo in cui simbolizza la protezione dell’insegnamento spirituale di Bodhidharma. Per un certo periodo di tempo, le raffigurazioni dei leoni guardiani erano presenti in un considerevole numero di varianti sia in termini di aspetto che di posizione e di cose a cui erano associati.
Solo molto più tardi, durante le dinastie Ming e Qing, che le immagini associate ai Cani Foo si fissarono nella loro forma attuale: due leoni, un maschio e una femmina, che fiancheggiano l’ingresso dei locali di cui si richiede la loro protezione.

L’aspetto maschile

Cane Foo Yang
Foto archivio privato
Il simbolismo dei Cani Foo inizia con il loro genere, un maschio e una femmina, che riflette la lunga tradizione taoista dello Yin e dello Yang, familiare in occidente come le forme bianche e nere di due “pesci” intrecciati tra loro con l’occhio di colore opposto.
Il “cane” maschio, simbolo dello Yang, di solito ha una zampa appoggiata su una palla. Potrebbe sorprendere sapere che la palla in realtà dovrebbe essere ricamata e, come ci si potrebbe aspettare, non rappresenta armi o altri accessori maschili.
La stessa palla ricamata ha una lunga storia. Spesso fatta di stracci come un giocattolo per bambini, il loro dono rappresenta l’amicizia e l’affetto. Ancor oggi in Cina, il lancio di una palla ricamata fatto da una donna verso il suo amato, nella speranza che la colga, resta un aspetto del corteggiamento.
 Il maschio tenderà ad avere la bocca aperta (il leone, non l’amante), anche se le ragioni di ciò sono contrastanti. La sua funzione primaria è la tutela della struttura, della casa, nel suo materialismo, quindi anche per gli altri aspetti materiali della struttura come la sua solidità e prosperità complessiva.

L’aspetto femminile

Cane Foo Yin
Foto archivio privato
Poiché il leone maschio è la rappresentazione degli attributi maschili, Yang, così la femmina è l’aspetto del potere femminile, dello Yin.
Il suo è il potere della vita. Viene rappresentata in compagnia di un cucciolo, spesso tenuto fermo sotto una zampa protettiva che riflette il maschio con la sua palla ricamata. Questo simboleggia la sua tutela sulle persone all’interno della casa mentre il maschio vigila sull’edificio stesso.
Poiché la tendenza è di rappresentare il maschio con la bocca aperta, così la femmina viene spesso vista con la bocca chiusa. Non è meno temibile della sua controparte maschile nella rappresentazione della sua tutela. In effetti, è difficile immaginare una creatura più temibile di una leonessa che protegge i suoi cuccioli.
Entrambi i leoni potrebbero avere una perla in bocca. Tradizionalmente scolpita in modo tale da poter muoversi liberamente nella bocca della scultura, ma troppo grande per sfuggire attraverso i suoi denti.

I due Cani Foo dovrebbero essere collocati in stretta conformità con la pratica e la teoria dell’arte del FENG SHUI (geomanzia cinese). Guardando i leoni, dall’esterno, rivolti alla casa, il maschio dovrebbe essere sulla destra, la femmina sulla sinistra, entrambi rivolti verso l’esterno nel loro scrutare il mondo al di là di quello che custodiscono.

Paolo Raccagni

DAOYIN: l'Arte di guidare il QI

   L’interesse che si è sviluppato per la Medicina Tradizionale negli ultimi decenni ritengo sia dovuto alla capacità di questa Medicina di rendere la persona responsabile di se stessa e di porla in relazione, nel miglior modo possibile, all’ambiente che la circonda. Di “educarla” alle regole della natura e di mantenere la sua unicità ed autenticità. Aspetti di una “conoscenza” comune a tutti i popoli che lo spirito scientifico moderno fatica ancora ad accettare e tanto meno ad attuare.
Questo interesse, oramai da tempo, ha coinvolto anche il pensiero Medico Tradizionale Cinese, inteso in tutte le sue componenti: dall’agopuntura alla fitoterapia, dall’alimentazione alle pratiche corporee.

DAOYIN TU - Il rotolo di seta di Mawangdui 186 - 160 a.C.
   Il QI GONG fa parte di queste pratiche corporee definite come Tecniche di Lunga Vita o Tecniche di Nutrizione della Vita (YANG SHENG FA 養生法)(1) che hanno come scopo il prolungamento e la preservazione dell’esistenza.

   Dopo la fondazione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, si è operato una revisione completa, sotto l’egida del governo, di alcune pratiche corporee e tecniche di respirazione, di origine diversa, e poste sotto il termine di QI GONG (氣功)(2) che traduciamo in occidente, in modo improprio, come “Lavoro Energetico”. Le origini di queste discipline sono assai remote e si ritrovano nelle danze sciamaniche di esorcismo per il trattamento delle malattie; pratiche eseguite per indurre un atteggiamento benevolo delle divinità nei confronti del postulante e che nella tradizione taoista popolare erano funzioni perlopiù riservate alle donne-sciamane (WU 巫)(3).

   Già gli antichi maestri della scuola taoista come LAOZI e ZHUANGZI descrivevano le tecniche di coloro che definivano come Uomini Autentici o Uomini Perfetti (ZHEN REN 真人)(4) come l’arte (GONG) di muoversi come gli animali e di ascoltare e guidare il proprio soffio (QI): “Nell’Alta antichità vivevano gli Uomini Autentici: si erano impadroniti del Cielo e della Terra tenevano nelle loro mani lo YIN e lo YANG, espiravano ed inspiravano essenze e soffi…”(5). Movimenti che si armonizzano con il respiro e che la scuola taoista raccoglie in un’unica disciplina: il DAO YIN 導引(6).

  Negli ideogrammi che compongono il termine DAO YIN il carattere DAO 導 ha il senso di dirigere, guidare e insegnare; il carattere YIN 引 formato a destra dall’immagine di un arco tradizionale cinese e a sinistra da una corda, ha il senso di tendere la corda, di estendere. In termini moderni, potremmo interpretare “guidare correttamente il QI” come esercizi respiratori e “tendere il corpo come un arco” all’esercizio fisico. Dunque DAO YIN assume il significato di “guidare correttamente il QI tramite un esercizio fisico”.

   La scoperta della tomba di XIN ZHUI, più conosciuta come la Marchesa di Dai, alla fine del 1973, nel sito archeologico di Mawangdui, alla periferia orientale di Changsha nella regione dello Hunan, ha permesso di entrare in possesso di un rotolo di seta (DAO YIN TU) di cm 100 x 50 in cui sono raffigurate alcune decine di figure, maschili e femminili, impegnate in esercizi di DAO YIN. L’importanza di questo ritrovamento consiste nel disporre di documenti originali risalenti all’epoca della dinastia degli Han Occidentali databili tra il 186 e il 160 a. C.

   Dunque possiamo dire che il DAO YIN è l’antenato del QI GONG e che quest’ultimo è una tecnica moderna che affonda le sue radici nella tradizione millenaria del pensiero cinese. Una tradizione che parla del QI, del Soffio Vitale, che dal Cielo si trasmette all’Uomo e che ritorna al Cielo, un processo che vede nei principi YIN e YANG i due promotori di questo movimento senza fine.

1) YANG 養(养): RICCI 5652 - nutrire, educare, mantenere, provvedere al sostentamento, allevare, far crescere;
SHENG 生: RICCI 4331 - vita, esistenza, nascere, generare, procreare, vivere, esistere, letterato;
FA 法: RICCI 1494 - norma, modello da imitare, metodo, modo, legge, codice.

2) QI 氣 (气): RICCI 485 - aria, vapore, gas, soffio, spirito che anima il corpo umano, spiriti vitali, stato d’animo, collera;
GONG 功: RICCI 2873 - opera, effetto, risultato positivo, successo, merito, abilità.

3) WU 巫: RICCI 5575 - magico, strega, stregone. Wieger (Lezione 27 E) etimologicamente lo fa derivare da un lavoro 工 di due streghe 人人 ossia un incantesimo; due sciamane che danzano per ottenere la pioggia. 

4) ZHEN 眞(真): RICCI 277 - vero, veritiero, sincero, la natura autentica degli esseri, immortale;
REN 人: RICCI 2426 - uomo, uomo adulto, essere umano, persona, il genere umano.

5) Huangdi Neijing Suwen a cura di E. R. de la Vallée e C. Larre Ed. Jaca Book.

6) DAO 導: RICCI 4756 - condurre, dirigere, guidare, insegnare, istruire;
YIN 引: RICCI 5778 - tirare a se la corda dell’arco, attirare, estendere, guidare;