Wang Yangming a Zhenyuan

Ultimo aggiornamento il 07 gennaio 2026
con un complemento del M° Georges Charles

 di Paolo Raccagni

Nel nostro ultimo viaggio in Cina, come turisti, mia moglie ed io abbiamo visitato la città di Zhenyuan, nella provincia di Guizhou. Divisa dal fiume Wuyang è un sito dell’UNESCO in cui si fondono le culture  delle etnie Miao e Dong. Entrando nel museo cittadino ho incontrato l’immagine conosciuta di Wang Yangming e questo mi ha incuriosito.

 

Ritratto di Wang Yangming
Museo cittadino di Zhenyuan

Noto anche come Wang Shouren (王守仁), Wang Yangming (王阳明, 1472–1529) nativo di Yuyao, nella provincia dello Zhejiang, fu filosofo, educatore, letterato e stratega militare. Classificato come neo-confuciano dalla maggior parte degli studiosi, non mancano altri che discutono questa sua collocazione per la sua interpretazione idealistica del confucianesimo e per la fondazione della “Scuola del Cuore” o “Scuola della Mente” (心學 Xinxue). Nonostante i dibattiti sulla sua “classificazione”, nel passato e nell’attualità, Wang Yangming definisce se stesso nel Chuanxilu (Istruzioni per i discepoli) come “confuciano ortodosso”(1).

Dal 1506 al 1508, Wang Yangming fu esiliato a Longchang, nella provincia di Guizhou, dopo aver difeso alcuni censori perseguitati dal potente eunuco Liu Jin, uno delle Otto Tigri al servizio governativo dell’Imperatore Zhengde, il decimo Imperatore Ming che regnò dal 1505 al 1521. Subito un demansionamento, fu costretto a ricoprire il ruolo di capo di una stazione di posta a Longchang, all’epoca un luogo remoto e ostile, dove dovette affrontare dure condizioni di vita, isolamento e privazioni, sia fisiche che psicologiche. Questo periodo di soggiorno forzato segnò un punto di svolta nella sua vita (2). 

Perché è importante il periodo del suo esilio a Longchang? Proprio a Longchang Wang trasformò radicalmente il suo pensiero sviluppando la teoria della “unità di conoscenza e azione” (知行合一, Zhixing he yi). Secondo questa nuova intuizione, definita come “l’illuminazione di Longchan”(3), la vera conoscenza non è separata dall’azione morale, ma è immediatamente attuabile. Inoltre, sempre in questo periodo, formulò la teoria del “sapere innato” (良知, Liangzhi), secondo cui ogni essere umano possiede già dentro di sé la capacità di distinguere il bene dal male, senza bisogno di studi esterni. Queste idee rappresentarono la principale opposizione intellettuale a Wang da parte della Scuola Razionalistica di Cheng Yi e Zhu Xi (Lixue o Cheng-Zhu).

Ritengo sia opportuno aggiungere qui il ruolo fondamentale del suo pensiero nell’aprire la strada alla dottrina sistematica del “San jiao he yi” (三教合一, l’unità delle tre dottrine: Confucianesimo, Buddhismo e Taoismo). Anche se non ha mai sostenuto esplicitamente questa visione, Wang riconosceva che Confucianesimo, Buddismo e Taoismo avevano ciascuna una propria via (Dao) e riteneva che tutte potessero contribuire alla “Via del Saggio”; a conferma di ciò la sua frase:

Il Taoismo e il Buddismo sono diversi dal Dao del sacro,

ma da loro si può davvero imparare qualcosa
”(4).

Questa apertura ha reso possibile, nel periodo successivo (XVI e XVII secolo), lo sviluppo di modelli che cercavano di armonizzare queste tre religioni (sincretismo).

Le opere scritte da Wang Yangming durante il periodo di permanenza a Longchang, tra cui poesie e trattati filosofici, riflettono la sua profonda trasformazione spirituale e filosofica. La sua dottrina influenzò non solo la Cina, ma anche il Giappone e altri paesi asiatici, diventando una delle correnti più importanti del pensiero confuciano. La sua esperienza a Longchang è considerata fondamentale per la nascita della sua filosofia e per il suo ruolo di riformatore del confucianesimo.

Per quanto riguarda l’influenza del pensiero di Wang in Giappone, in particolare l’idea che la conoscenza morale debba tradursi immediatamente in azione, è stata assimilata nel Bushido (武士道, letteralmente “La Via del Guerriero”), l’antico codice di condotta del  samurai, come principio di coerenza tra pensiero e comportamento. Questo ha portato a una visione più dinamica e personale dell’etica del samurai, distaccandosi da un approccio più rigido e formale basato solo sulle regole esterne, enfatizzando invece valori come la lealtà, il coraggio e la pietà filiale, fondamentali nel Bushido, e promuovendo una visione del guerriero come individuo moralmente responsabile e consapevole (5).

Tuttora Wang Yangming rimane una figura centrale nella storia del pensiero cinese, grazie alla sua capacità di unire pratica morale e intuizione filosofica, e per la sua profonda influenza sulla cultura orientale. A riprova di questo Xi Jinping, l’attuale Segretario Generale del Partito Comunista Cinese, esorta il Partito e i funzionari governativi ad imparare dalle opere di Wang “l’unità del pensiero e dell’azione” (6).

 

Testo che affianca la foto di Wang Yangming 
Museo cittadino di Zhenyuan

Perché il suo ritratto è esposto al museo cittadino di Zhenyuan? Zhenyuan è attraversata dal fiume Wuyang, un’importante via di comunicazione per raggiungere il suo luogo d’esilio. Come si evince dal testo che affianca il ritratto di Wang (Museo cittadino di Zhenyuan), egli transitò dalla città di Zhenyuan due volte. La prima volta, mentre si recava a Longchang, scrisse i versi:

“La città montana è desolata al calar del sole,

le luci delle case si riflettono sul villaggio oltre il fiume.

Nel mondo tranquillo il mio compito è semplice,

anche nei sentieri difficili mi sostiene questo cuore.

Le meraviglie del paesaggio non sono la mia terra.”

Alla fine del suo esilio, due anni dopo, mentre si recava a prendere servizio come magistrato a Luling, nello Jiangxi, tornò a Zhenyuan e nell’attesa di imbarcarsi sulla nave lasciò ai suoi discepoli, della provincia di Guizhou, la famosa lettera “Epistole dalla locanda di Zhenyuan”:

“Al momento della partenza non posso trattenere la tristezza,

nei sogni sono ancora sulle colline occidentali,

al risveglio mi ritrovo a centinaia di li di distanza.

Non so quando potremo rivederci; dedicatevi con impegno allo studio,

attendiamo un futuro incontro.

Oggi sono arrivato a Zhenyuan, fra poco la nave partirà,

la distanza crescerà, parlarne mi fa male…”


Menzionò poi i nomi di oltre venti discepoli, fornendo un documento fondamentale per lo studio della “Scuola del Cuore” e per stabilire il ruolo storico della “Scuola di Guizhou”. Inoltre, lasciò una poesia intitolata “Canto dopo aver bevuto, in risposta al ritmo di Yan Si Tin” che trovate sempre nel testo in cinese che affianca il ritratto di Wang (Museo cittadino di Zhenyuan).

Per la traduzione dei testi che ho riportato, ho utilizzato i mezzi che la tecnologia mi ha messo a disposizione. Ho cercato di mantenermi più fedele all’originale utilizzando termini più appropriati al contesto, comunque dove non espressamente evidenziato i testi sono da considerarsi tradotti da me.

 

Complemento al testo su Wang Yangming del M° Georges Charles

 

Parte del Complesso Templare dedicato a Confucio
nella sua citta natale Qufu 

 

Grazie al nostro amico Paolo per questo interessante articolo! Vorrei aggiungere qualche informazione in più su Wang Yangming.

Wang Yangming considerava se stesso un confuciano della vecchia scuola. In Occidente abbiamo la tendenza a parlare di ortodossia, ma in Cina “Lao” (老) significa semplicemente "antico", persino onorabile o venerabile, senza alcun riferimento alla Massoneria. Allo stesso modo, “Xin” (新) significa "nuovo", o persino "giovane". Semplicemente. Questo si ritrova in particolare nel Taijiquan, ma in Occidente il termine "ortodosso" ha un odore di vecchio incenso, quasi religioso. C'è la Chiesa e la Chiesa Ortodossa. Al contrario, Xin (nuovo - giovane) è spesso tradotto come "neo", con una tendenza quasi identica a quella di “ortodosso".

Conosciamo i nazisti. Non c'è bisogno di descriverli, con le uniformi disegnate da Hugo Boss e persino un profumo specifico. Il termine "neo-nazisti" evoca immagini di individui in tuta, lattine di birra in mano, che urlano oscenità negli stadi. Chiaramente, si tratta di persone che non hanno capito affatto il film. È un classico caso di copia-incolla. Un sinologo ha usato il termine "neo" e tutti hanno seguito l'esempio senza fare domande.

Vale la pena precisare, cosa che non è mai stata fatta, che la statua di Wang Yangming occupa un posto di rilievo nella città natale di Confucio, Qufu, nel Tempio a lui dedicato. Solo quattro persone, incluso Wang, hanno questo immenso privilegio. Verso la fine della sua vita, decise che "San Jiao He Yi", le "Tre Dottrine (Confucianesimo, Buddismo e Taoismo), si armonizzassero in Una". È quindi, di conseguenza (sic), "Neo-confuciano, Neo-buddista e Neo-taoista!". Ma, evidentemente, questo non piace ai fondamentalisti di ogni tipo. Così lo hanno rinchiuso in una scatola ermeticamente sigillata.

Un altro aspetto raramente menzionato. Al suo arrivo in Francia nel 1949, Wang Zemin (Wang Tse Ming 1909-2002) ottenne asilo politico riuscendo a dimostrare di essere un discendente diretto di Wang Yangming, che era visto con disapprovazione dalle autorità maoiste dell'epoca. Fu quindi naturalizzato francese con il nome di Wong Tai Ming. Parlava perfettamente francese, avendo studiato dagli 8 ai 20 anni con i Gesuiti (francesi) a Canton. E aveva commerciato con la Francia per molti anni. Nella Repubblica Popolare Cinese, fu accusato di aver trasmesso gli insegnamenti allora proibiti di Wang Yangming e la sua filosofia della "Purezza di Cuore" (心学, Xin Xue).

Qui, in Occidente, questo significa poco, se non nulla. Ma durante gli eventi di Piazza Tienanmen del 1989, il primo striscione esposto dagli studenti di filosofia recava lo slogan "No alla bottega di Confucio". Giornalisti ed "esperti" occidentali conclusero che gli studenti cinesi stessero attaccando Confucio. Ma in realtà era una citazione attribuita a Wang Yangming che significava: "Se citi Confucio, cita tutto Confucio, non solo tre parti di Confucio, un sacchetto di Confucio o una porzione di Confucio, quella che ti conviene!". E probabilmente, il pensiero ai massimi livelli del Partito, era: "Stanno tirando fuori di nuovo Wang Yangming!". E, in effetti, slogan a lui attribuiti riaffiorarono in superficie: "Cercare la comprensione è già contestare". "In certe circostanze, non fare nulla è già agire". E gli studenti si sedettero per terra e non si mossero più. Nessuna distruzione, niente. E le autorità, spaventate, mandarono i carri armati. Quando il potere, qualunque sia la sua forma, ha paura, scatena i carri armati.

Da allora, Wang Yangming ha riacquistato una certa aura di sacralità, e le sue opere principali si possono trovare nelle stazioni ferroviarie, in Cina, ovviamente. Le traduzioni francesi sono deludenti.

 Un Aneddoto

Dopo aver ottenuto la cittadinanza francese con il nome di Wong Tai Ming (Tai Ming Wong), Wang Tse Ming decise di acquistare un appartamento in Rue Buffon. E così fece. Arrivò il primo giorno del trasloco. Aprì le tende e la prima cosa che vide furono enormi scheletri di animali proprio fuori dalla sua finestra, nell'edificio di fronte. Persino per un cinese così evoluto, gli scheletri dovevano appartenere al sottosuolo. Così scese per vedere di cosa si trattasse. Sapeva di essersi trasferito di fronte al Jardin des Plantes (Giardino Botanico). La cosa non lo turbò più di tanto. Si rese conto che si trattava di uno degli edifici del Museo di Storia Naturale e che erano scheletri fossilizzati, il che lo rassicurò un po'. Vide un cartello con una freccia che indicava una "Mostra di Animali Imbalsamati” (in francese Exposition Animaux Naturalisés). E decise di andare a vedere di cosa si trattasse, visto che lui stesso era appena stato “imbalsamato" (in francese “naturalisé"). Notò che si trattava di animali e uccelli impagliati. Questo lo fece ridere molto. E quando diceva di sé "J'ai été naturalisé", assumeva la posa e rimaneva perfettamente immobile. Inoltre, specificava spesso che il settimo senso, il più importante, era il senso dell'umorismo. Un giorno, quando gli chiesi: "Signore, perché non siamo in una federazione?", rispose freddamente con un mezzo sorriso: "No, perché le federazioni rendono sordi!". Questo non significherà nulla per le generazioni più giovani, ma era uno slogan scolastico di quell'epoca, quando si sosteneva che la masturbazione causasse la sordità. 

Georges Charles
Seguace dello "Zheng Ming" ("Rettificare i nomi") di Confucio o, più semplicemente, del "Buon senso".


 ________________ 

(1) Cheng Li Yun - Wang Yangming, Chuanxilu (傳習錄, Istruzioni per i discepoli), - Project Gutenberg eBook - 2021.

In Dialogo “Risposta a un amico che dubita della dottrina della mente” (答疑難人): “La Via dei santi è identica alla Via del Cielo; non c’è differenza tra l’ortodossia confuciana e la mia dottrina del cuore-mente”.

In Dialogo “Risposta a Li Yuanshan” (答李元善), Wang difende qui la sua dottrina come “fedele all’ortodossia confuciana di Confucio e Mencio, contro le critiche di soggettivismo buddhista”. 

(2) Van Norden, Bryan, "Wang Yangming", The Stanford Encyclopedia of Philosophy (Edizione Autunno 2024), Edward N. Zalta & Uri Nodelman (eds.).

(3) Umberto Bresciani, “Vita di Wang Yangming”, Passerino Editore 2019).

(4) Wang Shouren, “ The Complete Works of Wang Yangming ”, Shanghai Classic Press, 1992 citato da Lu Qi, durate una lezione su Wang Yangming tenuta il 6 giugno 2011, a EHESS, Parigi.

(5) Oleg Benesch, “Wang Yangming and Bushido: Japanese Nativization and its Influences in Modern China”, Journal of Chinese Philosophy, 2009.

(6) Wikipedia The Free Encyclopedia cita Hang Tu “Sentimental Republic: Chinese Intellectuals and the Maoist Past”, Harvard University Asia Center, 2025 

Hetu e Luoshu: Due Mappe dell’Antica Sapienza Cinese

 di Paolo Raccagni

Quando si parla di filosofia e cosmologia cinese, due nomi ricorrono spesso: Hetu e Luoshu. Non si tratta solo di schemi numerici o figure simboliche, ma di vere e proprie mappe di un antico pensiero che intrecciano mito, matematica e visione del mondo. Le loro radici affondano nella più alta antichità, eppure la loro influenza si è trasmessa fino all’attualità quotidiana, influenzando la spiritualità e persino l’architettura tradizionale cinese.

Hetu: La Mappa del Fiume

Il termine Hetu (河图, hétú) significa letteralmente “Mappa del Fiume”. Secondo la Tradizione del mito un cavallo-drago (龙马, lóngmǎ) emerse dalle acque del Fiume Giallo. Sul suo dorso portava dei segni misteriosi: gruppi di punti bianchi e neri, ordinati con precisione in numeri che andavano da 1 a 10.

Il Cavallo-Drago che Porta la Mappa (龙马负图, lóngmǎ fù tú)
La Mappa del Fiume (河图, hétú)

Questa disposizione non è casuale: i numeri sono costituiti da coppie complementari (1 con 6, 2 con 7, 3 con 8, 4 con 9, 5 con 10) che richiamano l’eterna relazione tra yin ( i punti neri, dispari, 1, 3 ,5, 7, 9) e yang (i punti bianchi, pari, 2, 4, 6, 8, 10), le polarità che si oppongono ma allo stesso tempo sono complementari. Il Grande Commentario dell’Yi Jing, al Cap. IX. 1. da queste indicazioni:

Il Cielo è 1, la Terra è 2, il Cielo 3, la Terra 4, il Cielo 5, La Terra 6, Il Cielo 7, la Terra 8, il Cielo 9, la Terra 10” (R. Wilhelm - L’I Ching - Il Libro dei Mutamenti - Ed. Adelphi).


Questi gruppi numerici non esprimono una somma aritmetica, ma una “qualità relazionale” (pieno/vuoto) secondo uno schema simmetrico e bilanciato, in cui ciascun numero è collegato a una direzione cardinale e a uno dei Cinque Movimenti (五行, wǔxíng):

1 – 6 (Acqua) – Nord; 2 – 7 (Fuoco) – Sud; 3 – 8 (Legno) – Est; 4 – 9 (Metallo) – Ovest; 5 – 10 (Terra) – Centro. 

Esiste una certa affinità tra Hetu e il cosiddetto Cielo Anteriore (Xiantian), ossia all’ordine primordiale e immutabile del cosmo rappresentato da Otto Trigrammi (八卦, bāguà), le otto immagini costituite da linee spezzate (yin) e linee Intere (yang). È una sorta di matrice invisibile, una “struttura archetipica” che precede ogni trasformazione. In altre parole, Hetu racconta ciò che sta “dietro” al cambiamento, l’equilibrio originario che regge l’universo.


Luoshu: La Scrittura del Fiume Luo

Se Hetu è legato al Fiume Giallo, il Luoshu (洛書, luòshū) ha la sua origine nel Fiume Luo. Anche qui, il mito narra dell’apparizione di un animale prodigioso: una tartaruga che emerse dalle acque portando sul carapace un disegno a griglia 3x3. Nei suoi quadrati erano incisi i numeri da 1 a 9, e sorprendentemente la somma di ogni riga, colonna e diagonale era sempre 15, da cui la definizione di “quadrato magico”. Si tratta del primo modello numerico della storia che ha ispirato non solo la filosofia, ma anche la matematica e la simbologia.

 La Tartaruga Divina che Porta lo Scritto (神龟负书, shénguī fù shū)
Lo Scritto del Fiume (洛书, luòshū)

A differenza dell’Hetu, il Luoshu è legato al Cielo Posteriore (Houtian). Qui i numeri non rappresentano un ordine eterno, bensì i movimenti e le trasformazioni che caratterizzano i cicli della vita e la relazione con la natura e il Cielo. È una mappa dinamica, che permette di interpretare il tempo, i mutamenti delle stagioni e l’alternarsi del qi (氣), il Soffio Vitale che pervade l’Uomo e ogni cosa.

Hetu e gli Otto Trigrammi del Cielo Anteriore (先天八卦, xiāntiān bāguà)
Luoshu e gli Otto trigrammi del Cielo Poseriore (后天八卦, hòutiān bāguà)

 

Hetu e Luoshu: Due facce dello Stesso Sapere

Hetu e Luoshu non devono essere considerati separatamente: sono due prospettive complementari della stessa visione: Hetu rappresenta la struttura eterna, il disegno immobile ed invisibile; Luoshu descrive la dinamica del mondo vivente, il gioco incessante del continuo mutamento.

La stessa dualità la troviamo nella pratica filosofica e spirituale: Hetu funge da riferimento per i principi, per ciò che è stabile e universale; Luoshu guida l’osservazione del movimento, delle trasformazioni e delle ciclicità. 

Insieme, ci mostrano come dall’Unità si generi la Molteplicità e come, al termine dei cicli, la Molteplicità possa ricondursi all’Unità.


Influenza nella Cultura Cinese

L’impatto di Hetu e Luoshu è stato pervasivo in tutto il Pensiero Cinese:

  • Nell’Yi Jing (Libro dei Mutamenti), hanno orientato la disposizione degli Otto Trigrammi: quelli del Cielo Anteriore derivano dall’Hetu, quelli del Cielo Posteriore dal Luoshu.
  • Nel Feng Shui (風水, fēngshuǐ), il Luoshu è alla base dell’arte di disporre gli spazi abitativi, armonizzando ambienti e direzioni con i cicli temporali.
  • Nei calendari tradizionali, Hetu fornisce un ordine simbolico e cosmologico, mentre Luoshu serve a seguire i cicli reali del tempo, delle stagioni e delle energie (qi).
Possiamo quindi definire Hetu e Luoshu  due mappe che, pur nate da leggende, condensano secoli di osservazioni e intuizioni sulla natura dell’universo. Questi due diagrammi ci insegnano che l’universo è al tempo stesso ordine e mutamento, stabilità e trasformazione. E, forse, ci invitano a guardare anche la nostra vita con la stessa lente: cercare l’equilibrio dietro ai cambiamenti, e riconoscere nei cicli della realtà il riflesso di un disegno più grande.

Amuleti... unire il Visibile e l'Invisibile

di Paolo Raccagni  

   Quante volte siamo entrati in un ristorante, in un negozio o in un supermercato, gestito da cinesi e abbiamo notato quelle strane calligrafie appese a parete,  “abbandonate” su uno scaffale o mangiato su piatti con strani simboli che si rincorrono sul bordo del piatto? Si proprio quelli! Quasi invisibili o messi in primo piano, ma sempre discreti, accompagnano da oltre duemila anni la vita di ogni giorno nella cultura tradizionale cinese. Sono i talismani, comunemente chiamati amuleti o diagrammi magici taoisti.

Amuleti o diagrammi magici, appesi in un tempio per richiedere il buon auspicio della divinità.
(per gentile concessione di M. Mazzarri)

   Quasi sconosciuta in occidente, è una forma d'arte calligrafica (esistono anche incisioni o piccole sculture) che anche nel paese da cui trae le sue origini, resta del tutto ignorata dalla storia dell'arte. Considerata fin dall'antichità una forma di “magia pratica” l'amuleto, ma ancor più la ritualità del gesto per la sua stesura grafica, permetteva allo “sciamano”, di mettersi in contatto con gli spiriti, comunicare con loro, influenzarne a proprio vantaggio l'azione e, in alcuni casi, sottometterli alla propria volontà. Lo scopo dell'esistenza dei talismani nella vita quotidiana è quello di invocare l'aiuto della divinità o dello spirito, allo scopo di curare le malattie, proteggere i campi, le case e i magazzini dagli incedi, contrarre matrimoni favorevoli, liberarsi da calamità che si potevano abbattere sulla famiglia o sul clan. Portati con sé proteggevano da animali selvatici, non facevano smarrire la strada tra i monti e tenevano lontani i malintenzionati.

Amuleti per stimolare lo "Yang" maschile: al medico o allo sciamano, si chiedevano rimedi anche meno "esoterici".  Il carattere inscritto nel primo diagramma dice "indotto a venire" o "per ordine imperiale". La malattia, un eccesso di Yin in questo caso, era curata ristabilendo il giusto equilibrio tra Yin e Yang attraverso il rapporto sessuale. 

 
   Oppure, più semplicemente, facilitare la vita quotidiana delle persone. Questo su un piano più popolare o domestico, ma ad un livello più profondo e filosofico li possiamo considerare veicoli per comprendere meglio i concetti del pensiero taoista e la sua relazione con le forze della natura, l'armonia tra le due polarità yin e yang, il Cielo, l'Uomo e la Terra, i Cinque Movimenti, il Tao stesso. Si possono considerare dei simboli particolari che ci permettono di comunicare, meglio ancora unire (dal greco symbolonsymballein, syn = insieme e ballein = mettere), "il visibile con l'invisibile, il palpabile con l'impalpabile, l'udibile con l'inaudibile".

 Amuleto Taoista destinato all’esorcismo del “Messaggero Celeste”. E’ un amuleto di protezione e di buon augurio. Rimette ordine nello spirito, favorendo la dispersione dei pensieri ingombranti o futili. Chiarisce le idee, favorisce lo sviluppo della nostra personalità o dei nostri progetti. Curioso da notare la presenza di tre piccoli cerci in corrispondenza dei tre DAN TIAN.


   La forma grafica di questi diagrammi non sempre è esplicita nella loro rappresentazione, spesso appaiono forme grafiche “simboliche” che non hanno nulla a che fare con la visione classica dell'arte cinese, tipica delle produzioni artistiche imperiali, ma che rappresentano astrazioni uscite dalla “visione” introspettiva dell'operante. Lo sciamano prima di preparare l'amuleto o l'incantesimo, entrava in in uno stato meditativo o di trance per poi riportare su carta o disegnare sulla sabbia la sua visione, evocata dal contatto con lo spirito al quale era diretta la richiesta d'aiuto.


I primi due "diagrammi" o talismani, di questa serie sono eseguiti con la tecnica a pennello. Attribuiti  a LING PAO, rappresentano l'Energia Vitale, il QI. Il terzo e il quarto  sono detti diagrammi Yin per la loro forma sottile e arrotondata. Il terzo è un amuleto di protezione contro gli influssi maligni e il quarto per purificazione del corpo. Il quinto, diagramma Yang, per le sue linee più diritte, rappresenta due costellazioni intrecciate; porta felicità.


   Riunite nella raccolta più esoterica del "Canone Taoista" nell'edizione del 1436, all'inizio della dinastia Ming, sono più di tremila, molto meno di quelli catalogati prima che KUBLAI KHAN ne ordinasse la distruzione. Il primo catalogo di questi talismani (FU LU 符箓 in cinese) fu realizzato dal Maestro Taoista ZHANG TIAN SHI, (Maestro Celeste ZHANG o ZHANG DAOLING) fondatore della “Scuola dei Cinque Stai di Riso” che mise a punto un procedimento di comunicazione con le entità spirituali che governano il mondo del visibile e dell'invisibile.


 Amuleti in giada (collezione privata P. Raccagni): il primo rappresenta la Fenice e il Drago l'armonia tra Yin e Yang. Il secondo è il diagramma SHOU, la longevità.

    Il potere magico del talismano deriva, secondo la credenza Taoista, propio dagli spiriti che dopo la consacrazione, vi abitano stabilmente. Per cui gli Uomini sono in grado di comunicare direttamente con il mondo spirituale, tramite questi talismani, senza intermediazione. Sono i talismani stessi gli intermediari. Da qui anche la cura e il rispetto che al talismano è dovuto quale dimora di uno spirito. I talismani rappresentavano anche un contratto con la divinità spirituale e come tale deve essere conservato gelosamente come tutti documenti importanti.

Amuleti che accompagnano la vita associativa: da un talismano che protegge il corpo composto dal carattere SHENG - Vita - a il logo dell'Associazione Tao Yin Italia che si occupa della trasmissione della conoscenza delle Arti Classiche del Tao.