L'Anno del Topo di Metallo

 di Paolo Raccagni

Il calendario cinese si basa su due cicli: il ciclo solare e il ciclo lunare. Di conseguenza il primo giorno dell’anno cinese inizia con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre). Si determina quindi un sistema astronomico e astrologico diverso da quello occidentale. Suddiviso in cicli di sessanta anni  ciascuno ripartito in dodici quinquenni (12 x 5), vede, nell’ordine, il susseguirsi dei seguenti segni: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Cinghiale (o Maiale). Ognuno di questi segni zodiacali si combina con i Cinque Elementi fondamentali della Tradizione cinese: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. L’inizio dell’anno coincide, nella tradizione cinese, con l’inizio della primavera.

Gi anni del Topo: 1936, 1948, 1960, 1972, 1984, 1996, 2008, 2020, 2032.

Dal 25 gennaio 2020 (tra il 24 e 25 gennaio avremo la luna nuova) al 11 febbraio 2021, inizio dell’anno del Bue di Metallo, è l’anno che nel calendario cinese, è dedicato al Topo di Metallo (鼠 SHU - Ricci 4465). Quindi questo periodo è governato dall’Elemento Metallo, una energia che in natura si esprime attraverso la sua densità, duttilità, precisione, ma anche un aspetto di durevolezza, valore e scambio. Infatti l’ideogramma che di solito è tradotto come Metallo (JIN 金) significa più precisamente Oro, il mezzo che gli individui da sempre hanno utilizzato per lo scambio e il baratto.

L’Anno del Topo di Metallo
Usciamo da un periodo che ha visto il nostro Paese perdere le opportunità di abbondanza e soddisfazioni, caratteristiche dell’anno del Cinghiale di Terra, per trovarsi “impantanato” (il rischio era stato previsto) per colpa di una politica miope e inconcludente. L’anno del Topo di Metallo è un’ulteriore opportunità che si presenta alle porte ed è estremamente importante saperla cogliere. È il primo animale dello zodiaco, il suo fascino lo esprime con l’aspetto vivace e socievole, con la sua creatività, sincerità e generosità. L’abbondanza di cui si circonda è frutto del suo lavoro e della sua determinazione nonché del suo carattere parsimonioso.

Come specchio della personalità del Topo questo anno può essere ricco di opportunità, di occasioni e buone prospettive. Tuttavia un periodo nel quale è necessaria una programmazione, in particolare se si intende fare degli investimenti: non si devono correre rischi inutili. Non è un periodo per speculazioni, anche in ambito lavorativo, ma per dedicarsi ad accantonare delle riserve ed evitare sprechi. Saremo più propensi a criticare, pettegolare, mercanteggiare, a volte anche per oggetti di scarso valore. È comunque un anno nel quale ci sentiremo più vicini agli amici con i quali potremo passare momenti felici e divertenti e condividere con loro le nostre passioni.

Mickey Mouse forse il Topo più famoso
Sarà un anno vivace dunque, senza eventi “esplosivi” o guerre, caratteristiche dell’anno del Drago o della Tigre, ma ricco di contrasti, discussioni che, per fortuna, non ci faranno del male. Il Topo ci darà l’abilità di sbrogliare le difficolta e di tirare fuori il meglio di noi nei momenti di crisi.


Il Topo nella Simbologia Occidentale
Topo Gigio il Topo Nazionale
Il Topo non gode di un grande favore nella concezione occidentale. Siamo propensi ad attribuirgli una connotazione negativa come portatore di sventura che lo accomuna ai pipistrelli e ai rospi, di gravi malattie come la peste che ha devastato l’Europa nel medioevo e anche in tempi relativamente più recenti. Simbolicamente, al contrario di ciò che si può immaginare, ha dei caratteri alquanto positivi. Animale piuttosto intelligente e dotato di grande intuito, ha la capacità di osservare i suoi predatori nonché l’uomo, e basandosi sul loro comportamento elaborare una strategia efficace per la sua sopravvivenza. Queste doti gli attribuiscono, simbolicamente, la capacità di osservare le persone, comprenderne le motivazioni più profonde e interpretare le loro azioni da diversi punti di vista e trarre vantaggio per se stesso. Rappresenta l’organizzazione, la perfezione ma anche l’astuzia, la prudenza e l’attenzione. Quelli che rappresentano i suoi punti di forza possono trasformarsi in aspetti negativi. La sua precisione può assumere un aspetto maniacale, la sua capacità di osservazione può spostarsi sulle congetture, diventando ipotesi o trascendere in fantasie. La sua rinomata prudenza si può trasformare in una incapacità di prendere decisioni fino a portarlo all’immobilità per un timore eccessivo di affrontare le difficoltà.

Il Karni Mata o il Tempio dei Topi
Il Karni Mata, conosciuto anche come il Tempio dei Topi, si trova in nel Rajasthan, in India. Richiama ogni giorno una moltitudine di visitatori provenienti da ogni dove. La sua caratteristica è la presenza al suo interno di un gran numero di topi (se ne stimano oltre 20 mila) i Kabbas, venerati e coccolati dai fedeli. Questo tempio è dedicato a Karni Mata una Saggia Indù considerata l’incarnazione della Dea Durga. Proprio questa venerazione ha spinto il Maharaja Ganga Singh di Bikaner ad ordinare la costruzione di due templi in suo onore, uno di questi due, il più famoso, è il tempio di Deshnoke.

I Kabbas (topi) del Karni Mata
Intorno a questo luogo aleggiano numerose leggende la più condivisa racconta che Laxman figliastro di Karni Mata morisse annegato in un lago cercando di dissetarsi, la Madre non accettando questa perdita prematura chiese a Yama, il Dio della Morte, di riportare in vita il ragazzo. Yama da prima irremovibile, alla fine cedette alle suppliche della Donna concedendo al ragazzo di rincarnarsi in un topo, questa concessione non fu solo per Laxman ma bensì per tutti i figli maschi di Karni Mata. Altre versioni raccontano che il ragazzo affogato nel lago fosse il figlio di un cantastorie. Karni Mata adirata contro il dio Yama per non aver ridato la vita al ragazzo proclamò che da quel momento ogni cantastorie dopo la sua morte avrebbe abitato in un topo prima di reincarnarsi, privando così il Dio di queste anime. Altra versione racconta che 20.000 soldati disertarono da una cruenta battaglia e per evitare la pena di morte invocarono il perdono di Karni Mata la quale concesse loro il perdono trasformandoli in topi e offrendo il tempio come loro dimora.

Riferimento per il Simbolismo del Topo:
https://www.simbolisulweb.it/animali/simbolismo-significato-del-simbolo-del-topo-nelle-culture-sciamaniche/
Riferimento per il Karni Mata:
https://www.viaggiandonelmondo.it/tempio-indiano-karni-mata-topi/

Un Poco di Tradizione
di Yves Kieffer

Zao Wangye o Zao Jun, il Dio della Cucina
o del Focolare Domestico
Per i Cinesi il Capodanno è la principale festa annuale. Dura quindici giorni e si conclude con la Festa delle Lanterne. È il momento del rinnovamento, delle nuove intenzioni e dei nuovi inizi. Occorre “buttare il vecchio ed accogliere il nuovo”, sia a livello famigliare che personale. Come tutte le grandi feste, va preparata come si deve… innanzitutto facendo grandi acquisti (mai nian huo 买年货). Una o due settimane prima, si acquistano vestiti nuovi (possibilmente di colore rosso o con un tocco di rosso), occorre pulire la casa, organizzare i pasti e i festeggiamenti, procurarsi quindi decorazioni, fiori, petardi, ecc. E’ anche raccomandato effettuare una grande purificazione annuale, dopo la pulizia e prima di Capodanno!

Per queste festività il colore rosso è il prediletto, semplicemente perché è associato al Fuoco, al Sole, alla Luce (ming 明), allo Yang…; ma è anche il colore del sangue che notoriamente spaventa i demoni! Pulire la casa da cima a fondo (sao nian 扫年) permette di liberarsi dalla cattiva sorte eventualmente accumulata durante l’anno passato. È essenziale finire le pulizie entro Capodanno e non il primo giorno dell’anno, per evitare di spazzare via anche la buona fortuna dell’Anno Nuovo. È il momento propizio per “buttare” anche preoccupazioni: il Nuovo Anno deve cominciare nell’ottimismo! Una settimana prima, occorre disporre fiori freschi in casa e siccome il Capodanno Cinese è vicino alla Primavera, si usa questa tradizione per augurare una Primavera precoce. Ogni fiore ha un suo simbolismo: la camelia rimanda alla Primavera, l’agrume detto “Mano di Buddha” porta felicità e longevità, il narciso è il fiore della buona fortuna e della prosperità, …

Cai Shen Dio della Fortuna
Il Capodanno è anche il periodo in cui si “rinnovano” gli amuleti, i “contratti” stipulati con le divinità, i manifesti ben auguranti chiamate “carte della fortuna”. Sono quelle calligrafie, scritte in colore rosso o oro, immancabili all’interno dei ristoranti o delle attività commerciali cinesi. I caratteri preferiti sono “felicità”, “prosperità”, “longevità” nonché il carattere fu 福, cioè “fortuna”. Nel Nord della Cina questo carattere va appeso “a testa in giù”, mentre nel Sud lo si appende normalmente. Zaowangye 灶王爷, il tutore della Cucina o del Focolare, è la principale divinità domestica. La sua rappresentazione cartacea, in questo giorno, viene posta sopra il focolare o in cucina, dove rimarrà per tutto l’anno. Cinque giorni prima del Capodanno, la sua immagine deve essere bruciata e spedita all’Imperatore di Giada, al quale riferirà del comportamento della famiglia che l’ha ospitato. Lo si può “ungere”, bruciando anche qualche biglietto della Banca degli Inferi, o bagnandolo con un po’ di grappa prima di darlo alle fiamme. Ci sono poi i “distici primaverili” (chun lian 春联)  che consistono in frasi calligrafate su fogli rossi, tra cui due più lunghi che vanno appesi verticalmente ai lati della porta d’ingresso della casa, sulle finestre, all’interno della casa stessa o all’ingresso di un’azienda. Infine esistono tutta una serie di illustrazioni che richiamano la fortuna; generalmente rappresentano bambini, fiori, uccelli, pesci e sono disegnati o intagliati su carta. Ovviamente non possono mancare i petardi (fang baozhu 放爆竹)! Il loro rumore spaventa sia gli animali che gli umani nonché gli spiriti malvagi e i demoni. I petardi cambiano l’energia, proteggono genericamente dalla sfortuna e aprono la strada ad una buona salute, alla prosperità e alla felicità.

Finalmente arriva il momento tanto atteso: la notte di Capodanno (guo nian 过年). Prima di cominciare occorre onorare gli antenati. Davanti all’altare dedicato a loro, in casa, gli si offre in anteprima un po’ della cena, senza dimenticare vino e tè. La fortuna della famiglia dipende direttamente dal benessere degli antenati nell’aldilà. Ci si scambiano gli auguri (bai nian 拜年), in mandarino “Gong Xi Fa Cai” (Auguri di felicità e prosperità) oppure “Xin Nian Kuai Le” (Felice Anno Nuovo) . In cantonese si usa pronunciare “Gung Hay Fat Choy” e “Sun Nien Fai Lok”.

Hong bao le Buste Rosse
Giunge il momento in cui si offrono le buste rosse (hong bao 红包) ai bambini e ai figli non sposati. Chi dà riceverà! La buona educazione vuole che le buste siano aperte soltanto dopo il commiato. Di solito contengono dei soldi in forma di biglietti, in numero pari con l’eccezione del quattro, poiché “quattro” si pronuncia come “morte”. Infine si cena (chu xi 除夕) con la partecipazione di tutti, anche gli antenati! Il menu tradizionale prevede una serie di pietanze particolari: una zuppa, un piatto vegetariano, un volatile intero (con zampe e testa), delle verdure lunghe, ad esempio dei fagiolini che augurano “lunga vita”, un pesce intero, riso o pasta. Otto portate sono ottime, poiché “otto” si pronuncia come “crescere”. A mezzanotte si mangiano gli yuanbao, dei gnocchetti bolliti di cui alcuni contengono della frutta: chi la trova sarà fortunato durante l’anno! A fine cena si attende l’alba del primo giorno dell’anno chiacchierando o giocando a Majong mentre fuori scoppiano i petardi. Piatti coperti di dolci, mandarini, arance e frutta varia devono sempre essere a disposizione!

Il primo giorno dell’anno (Yuandan 元旦) o Festa di Primavera (chun jie 春节) per differenziarlo dal primo giorno dell’anno gregoriano, è vietato uccidere, si mangia vegetariano! All’alba si onorano le tombe degli antenati, si rende visita a parenti e amici (zuo ke 作客) e si fanno offerte alla divinità della Felicità. Ognuno dei giorni successivi, fino al quindicesimo, è dedicato ad attività particolari. Per esempio, il settimo giorno (renri 人日) è il giorno dell’essere umano, ognuno compie un’altro anno! Le scuole di kungfu eseguono la danza del leone (shi wu 狮舞) per le vie della città o del quartiere, per spaventare i demoni e portare prosperità alle attività commerciali. I tamburini fanno un gran fracasso, come se i petardi non bastassero. Si ringraziano poi i danzatori con buste rosse contenenti dei soldi che serviranno a mantenere le scuole stesse.


Shi wu la Danza del Leone
Riferimenti alle fonti:
Good Luck Life di Rosemary Gong
Les Traditions du Nouvel An Chinois di J. Carmona:
https://526ec6c9-7295-41ff-a505-ed053efebea3.filesusr.com/ugd/f1a689_99764382d46e4cdf8419d7e61fe80479.pdf



Meditazione e Yi Jing

Questo è il  testo intero di cui è già stato pubblicato un estratto nel post “Semplici Meditazioni Taoiste” in cui Yves Kieffer ed io abbiamo collaborato.

In Cina, secondo lo studio e l’interpretazione dei testi antichi, esisteva un rapporto diretto tra scrittura e divinazione. L’ideogramma wén 文 tradotto come scrittura, letteratura, designa in particolare le fessure provocate dal calore sul carapace della tartaruga da cui, per estensione, wén indica ogni tipo di immagine o disegno. A gli albori della letteratura cinese i jīng 經 erano i canoni, i testi, che raccoglievano tutti i “segni” che permettevano poi di interpretare gli oracoli. La leggenda vuole che lo stesso Fu Xi osservando i “segni” (wén) del Cielo e della Terra istituì gli esagrammi: in qualche modo i precursori della scrittura.

All’interno dei jing, i canoni, sono quasi sempre presenti dei 符 (simboli, segni), i talismani magici (fúzhòu 符咒) dei Taoisti. Il termine in origine indicava il contratto tra le parti ma anche il documento che ne testimoniava l’impegno: una tavoletta di legno o di metallo che veniva poi divisa tra i contraenti. Nel tempo anche gli stessi jing che contenevano i diagrammi magici assunsero lo stesso valore di , divennero essi stessi dei talismani, dei contratti che univano, nella sacralità del testo, il Cielo e la Terra di cui l’Uomo ne era il testimone nonché il mediatore.

Su questa base possiamo dire che l’Yi Jing 易經, il “Libro delle Mutazioni” è un “talismano” (contiene dei , gli esagrammi) che permette la comunicazione, dunque unisce, l’alto e il basso, l’esterno con l’interno. La sua condizione di talismano gli dona un carattere “costrittivo” nei confronti delle divinità interpellate dal postulante che saranno vincolate, dal contratto in essere, ad agire in suo favore esaudendo le sue richieste.

La ricchezza del “Libro delle Mutazioni” è tale che noi lo possiamo avvicinare da molteplici punti di vista: testo oracolare, testo di saggezza, annuario storico,… un gioco di situazioni che ingloba la totalità delle manifestazioni. Vi invito qui ad “abbordare” il Libro delle Mutazioni come supporto alla meditazione.

Due parole sul termine meditare. Curiosa è la sua origine greca médomai che si traduce come “ho in mente” ripresa poi dal latino meditāri iterativo di medēri “curare”. La parola meditazione si compone di due parti medit… (mediūs, medio, centro) e …azione, dunque “agire centrati”. Quindi, meditare è in un qualche modo “fare qualcosa”, ma questo fare è più dell’ordine del non-fare o meglio del non-agire (wúwèi 無爲), del non agire contro natura o agire mantenendosi nel perfetto equilibrio con il Dao.

Simile alla tecnica yuǎnguān (远觀, osservare in lontananza) la contemplazione dei fenomeni naturali, questa meditazione si realizza in due fasi: una più esterna (waiguan 外觀), contemplare l’immagine nella struttura dei tratti che la compongono; l’altra più interna (neiguan 內觀), l’integrazione dell’immagine. Portando lo sguardo sull'esagramma e sui trigrammi che lo compongono otteniamo una lettura della realtà (visione esterna), poi attraverso l’integrazione dell’esagramma e l’osservazione del suo mutamento (visione interna) potremmo sperare in un risveglio alla realtà.

Nella prima parte adottiamo una postura consona alla meditazione, personalmente utilizzo la postura seduta con le gambe raccolte e con il tronco “Tra Cielo e Terra”. Proprio per questa relazione Cielo-Terra si possono utilizzare come supporto alla meditazione gli esagrammi Qian ䷀, 1- Lo Slancio Creativo, e Kun ䷁, 2 - Lo Slancio Ricettivo, o più semplicemente i trigrammi Qian ☰, il Cielo e Kun ☷, la Terra. Nella seconda parte cerchiamo di visualizzare un mortaio alchemico all’interno del nostro addome (dantian inferiore) nel quale far scendere l’immagine, quindi, con l’aiuto del Fuoco alimentato dal nostro Soffio Vitale ( 氣) consumare l’immagine ed ottenere una mutazione o trasformazione se non un risveglio. Questo tipo di meditazione può accompagnare l’interrogazione dell’oracolo, l’Yi Jing, nelle fasi “rotolare le parole nel cuore”, “amare ciò che si capisce” e “amare ciò che non si capisce”.

Con un poco di pratica, in seguito, potremmo accedere alla meditazione sull’esagramma che ci interessa. Visto che li ho citati prima possiamo prendere ad esempio l’esagramma n°12, Pi ䷋- Il Ristagno, La Separazione o l’Avversità.

La prima fase è la comprensione dei due trigrammi (guà 卦) che formano l’esagramma nella sua interezza e che determinano la sua influenza esterna. In questo caso l’esagramma è formato dalla Terra (Kun) in basso e dal Cielo (Qian) in alto. Il Cielo (Yang) si ritira verso l’alto, la Terra (Yin) si muove sempre più verso il basso: questa è l’immagine simbolica che, secondo la tradizione, è attribuita alla Separazione. Le due “forze” per effetto del loro movimento tendono a separarsi, di conseguenza cessa la “comunicazione” e l’equilibrio si deteriora.  Le tre negatività (i tre tratti spezzati) che costituiscono l’immagine, partono dal basso e sul piano a cui apparteniamo, il visibile, la visione esterna, formano la base su cui ci appoggiamo e sulla quale la parte superiore, composta da tre tratti interi, trova la sua spiegazione: la parte inferiore si consuma, la parte superiore, non più ancorata alla base, si separa da essa.

La seconda fase è il cammino interiore. Attraverso il Soffio () alimenteremo il Fuoco che brucia nel nostro mortaio alchemico, linea per linea, consumeremo l’esagramma in questione. Continuando ad alimentare il Fuoco potremmo ottenere una mutazione, un altro esagramma che andremo poi a riprodurre come immagine su un supporto tangibile. Sempre restando nell’esempio l’esagramma risultante potrebbe essere un’inversione del precedente, un “ritorno”, l’esagramma n°11 - Tai ䷊, dove il Cielo è rappresentato in basso e la Terra in alto, l’immagine simbolica della Pace, della Prosperità. Il Cielo, espressione dello Yang, tende verso l’alto, la Terra espressione dello Yin, si muove verso il basso. I loro influssi si incontrano generando l’armonia tra tutti gli esseri.

La tradizione Taoista prevede delle “ricette” che hanno come scopo la realizzazione dell’adepto attraverso l’unione dei suoi elementi maschili (Yang) con quelli femminili (Yin); la meditazione è un mezzo per unire il mondo interiore con quello esteriore, noi potremmo parlare di macrocosmo e microcosmo, che nella realtà si traduce “…nell’accordare l’individuo al suo ambiente” (Isabelle Robinet).

Se volete approfondire vi segnalo Isabelle Robinet “Meditazione Taoista” Ed. Ubaldini, da cui ho preso a piene mani. Per lo studio degli esagrammi c’è un’ampia scelta nella bibliografia del blog; aggiungerei Yi Jing (I Ching) di Valter Vico uno dei miei insegnanti.

Paolo Raccagni