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Calmare il Cuore Pacificare la Mente

a cura di Paolo Raccagni
 
L'Arte di Nutrire la Vita (Yangsheng 養生) è stata praticata in Cina sin dal V secolo a.C. in varie scuole e secondo molteplici tendenze.

Zhàozhōu Cōngshěn (Jōshū Jūshin 778 - 897)
Zhàozhōu Cōngshěn 趙州從諗 Maestro del Buddismo Chàn-Zen (conosciuto in Giappone con il nome Jōshū Jūshin 778 - 897)  era uno di “coloro che praticano la Via e che la mantengono pazientemente”. Famoso per l’aneddoto in cui un monaco gli chiese: “Il cane ha natura di Buddha o no? Jōshū rispose: “Wu”. Wu significa “no” ma il tono espresso dal Maestro fu come l’abbaiare di un cane. Fu il Maestro di pensiero di Hakuin Zenji 白隠禅師 1686 - 1769), Maestro Zen giapponese, famoso per aver scritto, tra l’altro, l’Orategama (“La teiera lavorata a sbalzo” - 1747) che comprende un saggio sulla pratica dell’introspezione.

La particolarità del testo che vi propongo è di porsi alla confluenza delle tre dottrine: il Taoismo, il Confucianesimo e il Buddismo. Dunque il testo giustifica la formula “Sān jiào hé yī 三教合一 - I Tre Insegnamenti si uniscono in Uno”. Questo aspetto può essere correlato al concetto espresso nel capitolo 14 del Daodejing: “Lo guardiamo senza vederlo, lo chiamiamo invisibile. Lo ascoltiamo senza sentirlo, lo chiamiamo impercettibile. Lo tocchiamo senza afferrarlo, lo chiamiamo impalpabile. Ecco tre cose inesprimibili che, confuse, fanno l’Unità”. La profonda origine del nome della scuola San Yi Quan, il “Pugno delle Tre Unità”.

Altro aspetto interessante di questo testo è la visione dell’Arte di Nutrire la Vita come una pratica vissuta e quotidiana attraverso i “Cinque Elementi” (Wǔxíng 五行) senza che ciò gli impedisca di prendere in considerazione un approccio alchemico, filosofico e persino sociopolitico, molto in anticipo sui tempi. “Raramente un riassunto di una pratica considerata esoterica è stato così chiaro e diretto. Qui ci troviamo difronte alla semplicità e all’efficienza, e questo ci disturba perché spesso preferiamo ciò che è complicato e inefficace” (Georges Charles). 

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Sanyi Quan

“L’Arte di Nutrire la Vita consiste nel mantenere fresche le parti superiori del corpo e calde le parti inferiori. Addossati allo Yin, abbracciamo quindi lo Yang. È essenziale sapere che, per Nutrire la Vita, si devono concentrare le proprie forze vitali nelle parti inferiori del corpo. Spesso, coloro che praticano la Via usano dire che, per ottenere l'elisir di lunga vita, è sufficiente compiere le Cinque Buone Opere (Wu Chang): l'umanità (elemosina), senso del dovere (benevolenza), saggezza (sincerità), meditazione (purezza), osservanza delle regole del rituale (responsabilità). Ma non dobbiamo dimenticare che i Cinque Fondamenti (Wuxing) che compongono il corpo materiale (Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua) sono conosciuti dai Cinque Organi di Senso: l'occhio, il tatto, la lingua, il naso e l'orecchio.

Se qualcuno chiede cosa s’intende dicendo che la preparazione dell’elisir di lunga vita è fatto assemblando le Cinque Radici dei sensi del corpo, dobbiamo rispondere che esiste la Legge dei Cinque Elementi, che previene l’accrescimento del desiderio. L’occhio, ad esempio, non dovrebbe guardare in modo casuale, l’orecchio non dovrebbe ascoltare in modo casuale, la lingua non dovrebbe gustare un sapore o parlare in modo casuale, il corpo non dovrebbe toccare in modo casuale e la mente non dovrebbe pensare in modo casuale. Se si obbedisce a queste leggi importanti, lo spirito di questa natura essenziale e complessa si presenterà da sola davanti ai nostri occhi. Questa natura essenziale è ciò che Mengzi (Mencio) chiama “l’espansione della conoscenza” (Zhìzhī 致知, Ricci 859 e 842). Ne consegue che concentrandole nello spazio sotto l'ombelico, nell’Oceano del Soffio, e mantenendole lì, anno dopo anno, in modo che diventino invincibilmente forti, prima di rendersene conto, il forno dell’elisir, le regioni esterne, interne e centrali, le otto regioni e i quattro quartieri dell’universo, diventeranno la stessa grande preparazione di questo elisir di lunga vita. Ci renderemo conto, quindi che l’io (Wǒzì, 我自 letteralmente io-io, Ricci 5549 e 5401) non è nato con l'individuo (Rén 人, la persona, Ricci 2426) ma prima della creazione del Cielo e della Terra (Xantian o Cielo Anteriore, prima della creazione del Cielo) e che non muore alla fine della vita, ma ritorna nel vuoto primordiale (Xū 虛 Ric. 2070). L’essere umano è quindi solo un divino eremita che prende in prestito la durata della vita per manifestarsi.

Questa acquisizione si accompagna del potere di toccare il Grande Oceano e trasformare la Terra in oro. È così che possiamo affermare “che una singola goccia di questo elisir trasforma il ferro in oro”. È essenziale nutrire la vita (Yangsheng). Prima di tutto, non ci si limita solo a modellare la forma (Yangxing) solo con esercizi fisici. Il segreto di questo processo consiste in un lavoro che consente allo stesso tempo di equilibrare il corpo e calmare lo spirito. Quando il corpo è in equilibrio, è possibile calmare lo spirito. Quando lo spirito è calmo, allora è possibile disciplinarlo. Quando lo spirito è disciplinato, si produce l’elisir. Quando l’elisir si produce, la forma si stabilizza, lo spirito è allora autentico (Zheng Shen). Dovrebbe essere chiaro che questo elisir non è certamente qualcosa di esterno al praticante, ma risiede in se stesso sia nella profondità della forma che nella sobrietà dello spirito. Sappiamo che ci sono campi in cui si trovano delle gemme (Bǎo 宝) e campi in cui viene coltivato il miglio. I campi di gemme sono i luoghi in cui vengono prodotti i gioielli e i campi di miglio, sono i campi in cui vengono coltivati questi cereali. Quindi, nell’essere umano, c'è quello che viene chiamato “Il Campo di Cinabro” (Dāntián 丹田). È la stanza del tesoro in cui l'energia viene immagazzinata e conservata. Il cinabro (Dān) può essere considerato un gioiello (Bǎo) ed è anche la roccaforte in cui viene coltivato l'elisir, in modo che la vita possa essere sostenuta per molti anni. L'elisir può essere pensato come qualcosa che coltivi e sviluppi come un'erba. Questo “Campo di Cinabro”, situato nella parte inferiore dell’addome, si trova sotto i Cinque Organi del corpo. È come un braccio di mare che comanda un centinaio di valli. Questo è il motivo per cui è anche chiamato “Oceano del Soffio” (Qìhǎi 氣海). Non si stanca mai di immagazzinare energie ma anche di ridistribuirle. Quando l’elisir è stato prodotto e portato alla sua perfezione, entra nel palazzo situato sull’isola al centro dell’Oceano del Soffio. Questo elisir, ancora una volta raffinato, viene quindi portato in altri due luoghi, uno situato al centro del torace (Zhongting), l’altro al centro del cranio (Mingtang).

La prima residenza dell’elisir e l’Oceano del Soffio sono entrambi sotto l’ombelico. Essi sono una cosa sola poiché si armonizzano (He). Il punto d’origine dell'energia e del movimento del soffio (Taisu = il Grande Flusso) si trova un po’ più in basso e la vera energia (Zhongqi = energia autentica) viene sempre preservata tra questi due luoghi. Se, attraverso questa pratica, il corpo e la mente si armonizzano di concerto, i capelli non si seccheranno, i denti non si allenteranno, la vista rimarrà chiara, la pelle rimarrà elastica. È l’esperienza che si verifica quando l’energia è stata conservata e l’elisir portato alla sua perfezione. Ma, naturalmente, l’efficacia di questa disciplina dipende interamente dalla purezza e dalla coerenza con cui si pratica. Chi pratica la Via spesso dice che prevenire è meglio che curare. Pertanto invitano coloro che si esercitano a controllare i propri pensieri e a pacificare le loro menti. L'orientamento dei medici è esattamente l'opposto. Dopo aver constatato che il male ha già stabilito il suo impero, cercano di agire contro di esso. Numerosi sono coloro che non si sono salvati o che hanno le loro menti turbate dalle droghe a loro somministrate. Perché è un dato di fatto che lo spirito, la mente e il corpo sono i tre pilastri fondamentali che sostengono l’essere umano. Quindi il saggio è attento a mantenere il suo corpo, a controllare il suo pensiero e a risvegliare il suo spirito mentre lo pacifica. L’arte di salvare la vita è come l'arte di proteggere un paese. Quello che chiamiamo “spirito” (Shen) è l'Imperatore; quello che chiamiamo “mente” (yi) è il Primo Ministro; ciò che chiamiamo “corpo” (Xing) è la popolazione. Proprio come le persone sono il mezzo per perfezionare lo Stato, la cura della mente e dello spirito è il mezzo per perfezionare il corpo.

Quando il popolo è portato alla rovina dagli errori del Ministro o dell’Imperatore, il paese deperisce. È quindi in balia del nemico interno ed esterno. Quando la mente è esaurita e lo spirito turbato, il corpo muore, vittima dei nemici interni, degenerazione degli organi e dei fluidi, e dei nemici esterni, le malattie. Ma quando il governo porta sinceramente la sua attenzione sulle classi inferiori e non perde mai di vista il lavoro e la fatica della gente, il popolo  prospera e il paese diventa forte. Nessun nemico all’interno. Nessun nemico invaderà il territorio. Lo stesso con il corpo dell'essere umano: l’essere saggio e ragionevole mantiene sempre a un basso livello l’energia del suo Cuore. Per questa ragione, i “sette mali” non trovano alcun spazio per muoversi, le “quattro visioni” non possono invaderlo dall’esterno. Si rafforzano le difese esterne e si consolidano le forze interne. Il corpo, la mente e lo spirito sono così mantenuti in buona salute e non è più necessario un intervento esterno. Un simile corpo è come una potente nazione che non ha più bisogno di ascoltare il suono delle corna e dei tamburi di guerra. Quando la calma è fuori e la pace è dentro, il pensiero è lucido e la mente è in pace.

Calmare il cuore permette di pacificare lo spirito. Se proteggiamo lo spirito attraverso la pace, da dove potrebbero venire le malattie? Oggi, sfortunatamente, gli esseri umani stanno facendo esattamente il contrario. Dalla nascita alla morte, il pensiero che li guida è aggressivo e non protegge la loro parola interiore per un solo istante. Non sanno nemmeno che il pensiero che li guida sia aggressivo. Sono pazzi come dei giovani cani che non fanno che correre avanti e indietro fino a quando non cadono dalla stanchezza. Quanto è pericoloso! D’altra parte, quando, nel “Campo di Cinabro” dell’addome, tutto è stabile, immutabile e durevole come una roccia, non si troverà un’oncia di pensiero illusorio, un granello di desiderio o di lussuria, né un accenno di desiderio inutile. Quindi il Cielo e la Terra saranno in armonia con l’essere umano realizzato ed autentico (Zheng Ren), e l’universo è allora il Drago con cui voliamo e la Tigre con cui galoppiamo. Quando seguiamo diligentemente questa disciplina, ci troviamo fermamente seduti come il Monte Kunlun e altrettanto mobili come il Grande Oceano.

Volare con il Drago Correre con la Tigre
La vera disciplina dell’introspezione ci insegna a capire che la verità inesprimibile e assoluta deve essere identificata con gli elementi stessi che vediamo nella nostra persona e che costituiscono il nostro corpo. La vera pratica dell’introspezione è fissata sotto l’ombelico a livello dell’Oceano del Soffio, il centro respiratorio dell’addome dove si manifesta il Grande Flusso, nel bacino e nella “Coda di Colomba” (Weilu = coccige / sacro), nei palmi delle mani e nella pianta dei piedi presi insieme o combinati tra loro. Quale ragionamento logico possiamo trovare in questo? Queste varie parti del mio corpo sono la mia intera unità corporea e la mia dignità personale. Dove c'è posto per le narici nella mia dignità personale? Questa totalità è il mio solo e unico terreno e le mie narici non sono diverse dall’ombelico o dalle dita dei piedi. Perché mettere uno sopra e l’altro sotto? Con quale diritto? Dovrei prestare maggiore attenzione al mio vestito o al cuscino su cui sono seduto o alla stanza in cui pratico piuttosto che alla mia unità corporea, che costituisce la mia individualità e la mia dignità? Questa totalità è al centro della mia origine. Potrei fare a meno di questa casa o disprezzarla? Come possiamo trovare la pace nell’armonia universale se trascuriamo o disprezziamo questa unità primordiale che costituisce la dimora originale dell’essere umano. Il rispetto per l’universo richiede rispetto per sé e per gli altri, non trascuratezza o disprezzo per qualsiasi parte di questa unità corporea. Se qualcuno mi chiedesse ora qual’è il vero spirito della meditazione, risponderei che consiste nel mantenere sempre un cuore benevolente e compassionevole, sia che si parli o che si muovano i gomiti mentre si scrive, che si sia in movimento o a riposo, sia che sia nell’onore o nella vergogna, nel guadagno o nella perdita, nel bene o nel male, raccogliendo tutti questi elementi in una strofa, dirigendo e concentrando questa energia con la forza di una roccia di ferro sotto l’ombelico e la parte inferiore dell’addome. Allora il corpo sarà libero, l'intenzione chiara e luminosa e lo spirito in pace.”

(Jōshū Jūshin 778 - 897)

Liberamente tratto da:

Meditazione e Yi Jing

Questo è il  testo intero di cui è già stato pubblicato un estratto nel post “Semplici Meditazioni Taoiste” in cui Yves Kieffer ed io abbiamo collaborato.

In Cina, secondo lo studio e l’interpretazione dei testi antichi, esisteva un rapporto diretto tra scrittura e divinazione. L’ideogramma wén 文 tradotto come scrittura, letteratura, designa in particolare le fessure provocate dal calore sul carapace della tartaruga da cui, per estensione, wén indica ogni tipo di immagine o disegno. A gli albori della letteratura cinese i jīng 經 erano i canoni, i testi, che raccoglievano tutti i “segni” che permettevano poi di interpretare gli oracoli. La leggenda vuole che lo stesso Fu Xi osservando i “segni” (wén) del Cielo e della Terra istituì gli esagrammi: in qualche modo i precursori della scrittura.

All’interno dei jing, i canoni, sono quasi sempre presenti dei fú 符 (simboli, segni), i talismani magici (fúzhòu 符咒) dei Taoisti. Il termine fú in origine indicava il contratto tra le parti ma anche il documento che ne testimoniava l’impegno: una tavoletta di legno o di metallo che veniva poi divisa tra i contraenti. Nel tempo anche gli stessi jing che contenevano i diagrammi magici assunsero lo stesso valore di fú, divennero essi stessi dei talismani, dei contratti che univano, nella sacralità del testo, il Cielo e la Terra di cui l’Uomo ne era il testimone nonché il mediatore.

Su questa base possiamo dire che l’Yi Jing 易經, il “Libro delle Mutazioni” è un “talismano” (contiene dei fú, gli esagrammi) che permette la comunicazione, dunque unisce, l’alto e il basso, l’esterno con l’interno. La sua condizione di talismano gli dona un carattere “costrittivo” nei confronti delle divinità interpellate dal postulante che saranno vincolate, dal contratto in essere, ad agire in suo favore esaudendo le sue richieste.

La ricchezza del “Libro delle Mutazioni” è tale che noi lo possiamo avvicinare da molteplici punti di vista: testo oracolare, testo di saggezza, annuario storico,… un gioco di situazioni che ingloba la totalità delle manifestazioni. Vi invito qui ad “abbordare” il Libro delle Mutazioni come supporto alla meditazione.

Due parole sul termine meditare. Curiosa è la sua origine greca médomai che si traduce come “ho in mente” ripresa poi dal latino meditāri iterativo di medēri “curare”. La parola meditazione si compone di due parti medit… (mediūs, medio, centro) e …azione, dunque “agire centrati”. Quindi, meditare è in un qualche modo “fare qualcosa”, ma questo fare è più dell’ordine del non-fare o meglio del non-agire (wúwèi 無爲), del non agire contro natura o agire mantenendosi nel perfetto equilibrio con il Dao.

Simile alla tecnica yuǎnguān (远觀, osservare in lontananza) la contemplazione dei fenomeni naturali, questa meditazione si realizza in due fasi: una più esterna (waiguan 外觀), contemplare l’immagine nella struttura dei tratti che la compongono; l’altra più interna (neiguan 內觀), l’integrazione dell’immagine. Portando lo sguardo sull'esagramma e sui trigrammi che lo compongono otteniamo una lettura della realtà (visione esterna), poi attraverso l’integrazione dell’esagramma e l’osservazione del suo mutamento (visione interna) potremmo sperare in un risveglio alla realtà.

Nella prima parte adottiamo una postura consona alla meditazione, personalmente utilizzo la postura seduta con le gambe raccolte e con il tronco “Tra Cielo e Terra”. Proprio per questa relazione Cielo-Terra si possono utilizzare come supporto alla meditazione gli esagrammi Qian ䷀, 1- Lo Slancio Creativo, e Kun ䷁, 2 - Lo Slancio Ricettivo, o più semplicemente i trigrammi Qian ☰, il Cielo e Kun ☷, la Terra. Nella seconda parte cerchiamo di visualizzare un mortaio alchemico all’interno del nostro addome (dantian inferiore) nel quale far scendere l’immagine, quindi, con l’aiuto del Fuoco alimentato dal nostro Soffio Vitale (qì 氣) consumare l’immagine ed ottenere una mutazione o trasformazione se non un risveglio. Questo tipo di meditazione può accompagnare l’interrogazione dell’oracolo, l’Yi Jing, nelle fasi “rotolare le parole nel cuore”, “amare ciò che si capisce” e “amare ciò che non si capisce”.

Con un poco di pratica, in seguito, potremmo accedere alla meditazione sull’esagramma che ci interessa. Visto che li ho citati prima possiamo prendere ad esempio l’esagramma n°12, Pi ䷋- Il Ristagno, La Separazione o l’Avversità.

La prima fase è la comprensione dei due trigrammi (guà 卦) che formano l’esagramma nella sua interezza e che determinano la sua influenza esterna. In questo caso l’esagramma è formato dalla Terra (Kun) in basso e dal Cielo (Qian) in alto. Il Cielo (Yang) si ritira verso l’alto, la Terra (Yin) si muove sempre più verso il basso: questa è l’immagine simbolica che, secondo la tradizione, è attribuita alla Separazione. Le due “forze” per effetto del loro movimento tendono a separarsi, di conseguenza cessa la “comunicazione” e l’equilibrio si deteriora.  Le tre negatività (i tre tratti spezzati) che costituiscono l’immagine, partono dal basso e sul piano a cui apparteniamo, il visibile, la visione esterna, formano la base su cui ci appoggiamo e sulla quale la parte superiore, composta da tre tratti interi, trova la sua spiegazione: la parte inferiore si consuma, la parte superiore, non più ancorata alla base, si separa da essa.

La seconda fase è il cammino interiore. Attraverso il Soffio (qì) alimenteremo il Fuoco che brucia nel nostro mortaio alchemico, linea per linea, consumeremo l’esagramma in questione. Continuando ad alimentare il Fuoco potremmo ottenere una mutazione, un altro esagramma che andremo poi a riprodurre come immagine su un supporto tangibile. Sempre restando nell’esempio l’esagramma risultante potrebbe essere un’inversione del precedente, un “ritorno”, l’esagramma n°11 - Tai ䷊, dove il Cielo è rappresentato in basso e la Terra in alto, l’immagine simbolica della Pace, della Prosperità. Il Cielo, espressione dello Yang, tende verso l’alto, la Terra espressione dello Yin, si muove verso il basso. I loro influssi si incontrano generando l’armonia tra tutti gli esseri.

La tradizione Taoista prevede delle “ricette” che hanno come scopo la realizzazione dell’adepto attraverso l’unione dei suoi elementi maschili (Yang) con quelli femminili (Yin); la meditazione è un mezzo per unire il mondo interiore con quello esteriore, noi potremmo parlare di macrocosmo e microcosmo, che nella realtà si traduce “…nell’accordare l’individuo al suo ambiente” (Isabelle Robinet).

Se volete approfondire vi segnalo Isabelle Robinet “Meditazione Taoista” Ed. Ubaldini, da cui ho preso a piene mani. Per lo studio degli esagrammi c’è un’ampia scelta nella bibliografia del blog; aggiungerei Yi Jing (I Ching) di Valter Vico uno dei miei insegnanti.

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Paolo Raccagni

Meditazione: Zuòwàng eJìngzuò

È un momento di feconda ispirazione del mio carissimo amico Yves Kieffer che data la sua "riluttanza" a scrivere per il mio blog, accolgo e ringrazio.

In un recente articolo, pubblicato su questo blog (Semplici Meditazioni Taoiste) ho accennato ai concetti di zuòwàng e jìngzuò. Ecco qualche precisazione e approfondimento.

Zuówàng 坐忘 , letteralmente “sedersi nell’oblio”, è un termine di non facile traduzione. Infatti, si compone di zuò 坐 (sedere/sedersi) e wàng 忘 (dimenticare, trascurare, tralasciare). Il carattere zuò è composto da due persone 人 (rén) sedute per terra 土 (tǔ). Il carattere complessivo, wàng 忘, contiene il radicale del cuore 心 (xīn) sotto al carattere wàng 亡 (scappare, scomparire, morire, perdere), il senso generale è “dimenticare, essere (mentalmente) assenti”. Zuówàng è stato tradotto in lingua occidentale in vari modi: “trovarsi/sedersi in un stato di astrazione mentale”, “dimenticare se stessi e l’ambiente circostante”, “essere liberi da preoccupazioni mondane”.

La professoressa Livia Kohn, docente di religioni orientali presso l’Università di Boston, fa notare che “sedersi nell’oblio” significa entrare in uno stato di assorbimento meditativo profondo e di unità mistica, durante il quale si superano tutte le facoltà sensoriali e coscienti, alla base del raggiungimento del Dao. Essa fa notare che preferisce “oblio” a “dimenticare” poiché “dimenticare” si riferisce a qualcosa di cui dovremmo ricordarci, quindi un’attività mentale. Invece nella visione cinese, si lascia andare ogni tipo di schema intenzionale e reattivo, diventando tutt’uno con lo spirito (shén 神), pronti per fondersi completamente col Dào (道).

Dal punto di vista storico, zuòwàng viene nominato per la prima volta nel capitolo 47 del Zhuāngzǐ, ovvero nel dialogo tra Confucio e Yan Hui:*

Yan Hui disse (al suo maestro Confucio) : “Hui (io) ha progredito.”
“Che intendi dire?” domandò Confucio.
“Ho dimenticato la carità e la giustizia.”
“Va bene” disse Confucio “ma non è ancora abbastanza.”

Un altro giorno andò di nuovo da lui e disse : “Hui ha progredito”.
“Che intendi dire?” domandò Confucio.
“Ho dimenticato i riti e la musica.”
“Va bene, ma non è ancora abbastanza.”

Un altro giorno andò ancora da lui e disse : “Hui ha progredito”.
“Che intendi dire?” domandò Confucio.
“Siedo e dimentico.”
Arrossendo Confucio domandò “Che significa : siedo e dimentico?”
“Lascio inerte il corpo e bandisco l’intelletto. Abbandonando la forma e respingendo la conoscenza, faccio parte del Tutto. Questo intendo per sedere e dimenticare.”
“Se tutto ti è uguale, non hai preferenze; se ti trasformi, non hai persistenza.” disse Confucio. “Sei veramente un Saggio! Qiu (Kǒng qiū 孔丘 era il vero nome di Confucio) prega di seguirti e di esserti posposto.”

Shi Jing, co-fondatore della British Taoist Association, sintetizza questa pratica così:
 “Zuòwàng è sedersi e dimenticare, dimenticare ciò che ci è più caro: il sé con tutte le sue opinioni, credenze, ideali. Possiamo essere a tal punto coinvolti nel concetto di sé da vedere il mondo unicamente come un luogo dove soddisfare desideri e ambizioni personali.”

Eva Wong, autrice e praticante della corrente Quánzhēn (全真道, Quánzhēn dào, "La Via della Piena Verità", o "della Realizzazione Completa”) scrive: 
“Zuòwàng è abbandonare i concetti, le idee. Lasciando cadere i concetti, il nostro sé naturale, la nostra mente celeste appaiono naturalmente. Non ci hanno mai abbandonati, ma non potevamo sperimentarli perché i nostri concetti ce lo impedivano. Così, praticando zuòwàng, diciamo semplicemente che questo è un metodo col quale possiamo cominciare ad abbandonare i concetti.”

Jìngzuò 靜坐 , letteralmente "sedersi tranquillamente”, "sedersi in silenzio”, si riferisce ad un tipo di meditazione neo-confuciana proposta da Zhu Xi e Wang Yang-ming. In pratica, si tratta di sedersi a gambe incrociate o inginocchiati (come nel seiza giapponese) o seduti su una sedia, riflettendo nella calma. Wang Yang-ming riteneva che jìngzuò fosse soltanto un aspetto del “coltivare se stessi”, poiché non necessariamente sufficiente a far crescere la virtù e a migliorare la moralità dei propri studenti.

Nella prima metà del Novecento, jìngzuò è stato riportato in auge da Jiang Weiqiao, spesso considerato come il precursore del moderno Qìgōng (氣功). Il suo metodo consiste nel sedersi nella calma, possibilmente in un luogo adibito a questa pratica, e concentrare l’attenzione sulla propria respirazione nella zona del dāntián (丹田) inferiore, corrispondente al punto qìhai (氣海). Una volta che si ha il controllo totale del diaframma, la respirazione viene invertita (il diaframma si alza sull’inspiro). La respirazione rallenta, diventando più profonda. Poi un’energia calda riempie l’addome e inizia a salire lungo la spina dorsale fino a circolare intorno al tronco.**

Yves Kieffer

* Il dialogo tra Confucio e Yan Hui è tratto dalla traduzione di Fausto Tomassini, capitolo 47, nel volume CHUANG-TZU.

** Questa forma di meditazione viene descritta in dettaglio nel libro TAIJI QUAN di Christian Bernapel e Georges Charles dedicato al Taiji Quan stile Yang trasmesso dal M° Wang Yen-Nien.

Come sempre, l’ ENCYCLOPEDIA OF TAOISM e WIKIPEDIA sono di grande aiuto!

Semplici Meditazioni Taoiste

di Yves Kieffer e Paolo Raccagni

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Negli ambienti taoisti, ciò che oggi chiamiamo genericamente “meditazione” si dice guan 觀 che significa letteralmente: guardare con attenzione, scrutare o anche esaminare minuziosamente. Negli ambienti buddisti, si usa il termine chan 禪, l’equivalente di zen in giapponese. Esistono poi varie distinzioni come neiguan 內觀 (osservare all’interno, cioè osservare la mente), waiguan 外觀 (osservare all’esterno, cioè osservare i propri fenomeni fisici), yuanguan (osservare in lontananza), kongguan (osservare il vuoto). *

Il taoismo è noto per le sue varie meditazioni, a volte semplici come ad esempio il "Sedersi nella Quiete" (Jingzuo 靜坐) o "Sedersi e Dimenticare" (Zuowang 坐忘) e altre volte molto complesse, come la "Meditazione Taoista del Calendario di Giada dei Re della Cina Antica" (Lao Wang Yu Li Shen Si). Tuttavia, ci si può avvicinare alla meditazione con esercizi semplici a contatto con la Natura, di tipo yuanguan, come per esempio:

contemplare fenomeni naturali come le mutazioni di una nuvola, il tramonto del sole, l’azzurro del cielo, la luna (nel lago), la volta celeste, la bruma montana, i temporali, una cascata...;
contemplare una roccia, una montagna, un albero, un oggetto d’arte;
ascoltare il canto degli uccelli o il rumore del vento negli alberi.

Contrariamente alla pratica formale del Daoyin (l'antico nome del Qi Gong), durante la quale può essere praticata (è un’opzione) per accedere ad uno stato wuji (assenza di colmo), nei casi sopracitati si coglie l’opportunità di un evento esterno per meditare. Questi esercizi di meditazione si possono fare prima dal vivo e poi, utilizzando il ricordo, con l’immaginazione e la visualizzazione.

Qualche esempio di tecnica neiguan:
immaginarsi di essere vuoto come un bambù;
sedersi nella quiete (jingzuo);
sedersi e dimenticare (zuowang).

Qualche esempio di tecnica waiguan:
rallentare naturalmente il ritmo respiratorio;
osservare i movimenti del soffio (qiguan);
rievocare la genesi del mondo secondo la tradizione taoista (taisuqigong).

Un’altra pratica comune consiste nel pronunciare delle formule, al ritmo di due sillabe durante l’inspiro e altre due all’espiro: espressione-impressione (letteralmente dire-pensare)
. Ad esempio:

Xin ping qi he (cuore costante soffio armonia);
Pi quan zhou yi (mantenere con fermezza conservare unità);
An xin ping shen (calma cuore pace spirito);
An jing (calma silenzio).

Un’altra possibilità ancora consiste nel visualizzare degli esagrammi: immagini composte da sei tratti interi (yang) o spezzati (yin).

Meditazione o Visualizzazione con gli Esagrammi

La ricchezza dell’Yi Jing, 易經, è tale che noi lo possiamo avvicinare da molteplici punti di vista: testo oracolare, testo di saggezza, annuario storico,… un gioco di situazioni che ingloba la totalità delle manifestazioni. Vi invito qui ad “abbordare” il Libro delle Mutazioni come supporto alla meditazione.

Simile alla tecnica yuanguan, la contemplazione dei fenomeni naturali, questa meditazione si realizza in due fasi: una più esterna (waiguan 外觀), contemplare l’immagine nella struttura dei tratti che la compongono; l’altra più interna (neiguan 內觀), l’integrazione dell’immagine. Portando lo sguardo sull’immagine dell’esagramma e sui trigrammi che lo compongono otteniamo una lettura della realtà (visione esterna), poi attraverso l’integrazione dell’esagramma e l’osservazione del suo mutamento (visione interna) potremmo sperare in un risveglio alla realtà.

Nella prima parte adottiamo una postura consona alla meditazione, personalmente utilizzo la postura seduta con le gambe raccolte e con il tronco “Tra Cielo e Terra”. Proprio per questa relazione Cielo-Terra si possono utilizzare come supporto alla meditazione gli esagrammi Qian ䷀, 1- Lo Slancio Creativo, e Kun ䷁, 2 - Lo Slancio Ricettivo, o più semplicemente i trigrammi Qian ☰, il Cielo e Kun ☷, la Terra. Nella seconda parte cerchiamo di visualizzare un mortaio alchemico (ding) all’interno del nostro addome (dantian inferiore o campo di cinabro inferiore) nel quale far scendere l’immagine, quindi, con l’aiuto del Fuoco alimentato dal nostro Soffio Vitale (qi) consumare l’immagine ed ottenere una mutazione (yi) o trasformazione se non un risveglio. Questo tipo di meditazione può accompagnare l’interrogazione dell’oracolo, l’Yi Jing, nelle fasi “rotolare le parole nel cuore”, “amare ciò che si capisce” e “amare ciò che non si capisce”.
Lo spunto a questo articolo mi è venuto guardando il seguente video:
https://www.youtube.com/watch?v=yG1tPj4baVE&t=242s

* vedi la voce guan a pagina 452 della ENCYCLOPEDIA OF TAOISM, a cura del prof. Fabrizio Pregadio.

** ecco un ottimo articolo sull’argomento, purtroppo in inglese :
https://en.wikipedia.org/wiki/Zuowang