Ling Bao Ming: la Luce del Tesoro Numinoso

Ling Bao Ming
 di Yves Kieffer

LINGBAO, il Tesoro numinoso o Gioiello spirituale, è composto dai caratteri BAO 寶 (Grand Ricci n. 8571: tesoro, gioiello, giada, tavoletta di giada, vaso rituale prezioso, medium femminile) e LING 靈 (Grand Ricci n. 7197: spirito, virtù degli spiriti, essere spirituale, energie spirituali, magico, meraviglioso, efficacia meravigliosa, indovino) che indica un contenitore prezioso nel quale è sceso uno spirito, una divinità, un’entità celeste. In altre parole, un oggetto che custodisce uno spirito che gli conferisce un certo potere. In epoca ZHOU, tali oggetti erano appannaggio dei regnanti che così potevano “dimostrare” di aver ricevuto il loro mandato per regnare (TIANMING) direttamente dal Cielo*. Questi oggetti (bronzi, giade e spade) venivano generalmente tenuti nascosti e solo pochissime persone erano autorizzate a vederli, com’è il caso ancora oggi per i tre tesori sacri del Giappone SANSHU NO JINGI (una spada, uno specchio e una giada).

In epoca più tarda, BAO venne ad indicare anche diagrammi magici e vari testi rivelati, anche loro “donati” dal Cielo ad un individuo particolarmente virtuoso o a una famiglia regnante.

A livello cosmico, LING indica il Cielo, mentre BAO indica la Terra.

In circostanze particolari, degli esseri umani (LINGBAO) potevano ospitare una divinità o essere posseduti da essa. LINGBAO poteva anche indicare un tipo di mago che cooperava con gli esorcisti di corte (FANGXIANG) per scacciare demoni e spiriti.

Il carattere antico LING è composto da una volta celeste dalla quale cade la pioggia, di bocche che cantano e di ballerini. All’origine, si tratta dunque di persone che cantano e ballano per ottenere dell’acqua sotto forma di pioggia, acqua indispensabile per un popolo di coltivatori come quello cinese**.

Notiamo che già qui troviamo indicazioni di vapori che salgono (dalla bocca di chi canta) (XIAO YANG) e di pioggia che cade dal cielo (XIAO YIN), quindi uno scambio tra Terra e Cielo. Il soffio della vita (QI) nasce dall’incontro tra JING (Essenza) e SHEN (Spirito).

Storicamente, il LINGBAO risale all’epoca di pubblicazione dei suoi principali testi, in particolare il LINGBAO WUFU JING (Libro dei Cinque Talismani del Gioiello Spirituale), cioè verso l’anno 400, quando appaiono a JIANGNAN, vicino a NANJING (Nanchino), a cura di GE CHAOFU, che li avrebbe ricevuti da suo zio GE HONG e questi a sua volta da GE XUAN. Oggi, gli studiosi ritengono più probabile che GE CHAOFU abbia scritto egli stesso buona parte dei testi.

Essi si basavano su varie correnti taoiste esistenti, come il SHANGQING (Suprema Purezza), il TIANSHI DAO (Taoismo dei Maestri Celesti), sul buddismo (copiandone vari testi) e sulle conoscenze dei FANGSHI (“Maestri dei Metodi” sottinteso delle tecniche di immortalità; in seguito, questo termine indicava anche medici, astronomi/astrologi, indovini, ecc.). Lo scopo primario del LINGBAO era di creare una religione “universale” per tutta la Cina. Questo scopo non fu raggiunto, ma suscitò comunque un rinnovo d’interesse per il taoismo.

MING: La Luce

Ming: La Luce
Ming (Grand Ricci n. 7919) è composto dagli ideogrammi RI, il Sole (a sinistra) e YUE, la Luna (a destra). Il suo senso generale è luce, chiarezza, illuminare, mettere in luce, luminoso, chiaro, luce del giorno, alba. Il suo opposto è tenebroso (MEI), oscuro (AN). Nella filosofia cinese si riferisce a raggiungere la chiara coscienza della Via del Cielo, ripristinare lo splendore della propria virtù naturale, chiaroveggenza.

Nel taoismo indica illuminazione, percezione dell’impercettibile e del costante, luce interiore (proveniente dal Cielo), illuminare, diffondere la luce attorno a sé.

In Cina e nelle comunità cinesi sparse per il pianeta, esistono tre visioni del taoismo:
  • il DAOJIA (Lignaggio o Lignaggi della Via), la tendenza laica, filosofica del Taoismo, che inizia con LAOZI e ZHUANGZI;
  • il DAOJIAO (Insegnamento o Insegnamenti della Via), la tendenza definita oggigiorno come “religiosa”, anche se all’origine si intendeva “insegnamento”, con il suo clero e i suoi riti;
e una via di mezzo, detta “dei praticanti” che cercano sia di praticare, di eseguire i riti, che di studiare i testi classici e di riflettere, per poi applicare la filosofia taoista nella vita quotidiana. E’ la visione del LINGBAO MING che viene tramandata oralmente all’interno della scuola SANYI QUAN.

LINGBAO MING: la Luce del Tesoro Numinoso

LINGBAO MING può essere tradotto semplicemente come la Luce del Tesoro Numinoso, ma é evidente (vedi definizione di MING sopra) che molti aspetti sono sottintesi, come per esempio l’idea di ripristinare la propria virtù naturale, di percepire l’impercettibile, di raggiungere la chiara coscienza della Via del Cielo ... ognuno potrà farsi un’idea propria!

Fonti:
 TAOISMO di Ester Bianchi – Electa ed. collezione DIZIONARI DELLE RELIGIONI
THE ENCYCLOPEDIA OF TAOISM – a cura di Fabrizio Pregadio – Routledge ed.
e in particolare gli articoli di Stephen R. Bokenkamp e Amy Lynn Miller
LE CENTOUNO NOZIONI CHIAVE DELLA MEDICINA CINESE di Elizabeth Rochat de la Vallée – RED
GRAND DICTIONNAIRE RICCI DE LA LANGUE CHINOISE – Instituts Ricci
LE RITUEL DU DRAGON di Georges Charles – Editions Chariot d’Or

*     forse l’equivalente della “grazia divina” dei regnanti occidentali ?
**    fino a qualche decennio fa, nei Balcani orientali (Tracia, Romania, Bulgaria) esisteva un rituale particolare (paparuda o dodola) per provocare la pioggia. Veniva eseguito in caso di grande siccità o in giorni particolari dell’anno e consisteva in un gruppo di bambine (più raramente bambini) che percorrevano le vie del villaggio, cantando una canzoncina particolare e ballando, fermandosi ad ogni casa per farsi aspergere con dell’acqua e ricevere un dono.

Ringrazio particolarmente Marco Mazzarri per avermi fornito delucidazioni sull’etimologia, tratte dalla sua copia del GRAND DICTIONNAIRE RICCI.

L'anno della Capra di Legno

Si esce dall’anno del Cavallo di Legno, un anno che non ha smentito se stesso; ricco di alti e bassi, cambiamenti e rivolte sociali, per entrare nell'anno della Capra o della Pecora. L’inizio anno è il 19 febbraio del 2015 il suo termine l'8 febbraio 2016, data d'inizio dell'anno della Scimmia di Fuoco.

La Capra nella tradizione occidentale
Come altri animali il valore simbolico della capra è diverso dal maschio e dalla femmina. Mentre il caprone è interpretato per lo più in senso negativo, la capra, nel simbolismo cristiano, è considerata un simbolo modesto o altrimenti detto “muto”. Più valutata nella mitologia antica è vista come nutrice del giovane Zeus, del suo vello si veste Atena; un suo corno è simbolo di abbondanza e fertilità. Se nelle cosmologie pre cristiane il caprone è segno di virilità nel periodo medievale, dove la repressione della sessualità è crescente, sarà la rappresentazione della lascivia, un essere puzzolente e impuro sempre alla ricerca dell'appagamento sessuale. Il diavolo stesso, nell'iconografia cristiana, raccoglie parte di questi attributi.

Sul piano simbolico la pecora e l'ariete hanno la stessa differenziazione tra maschio e femmina simile a quella della capra e del caprone. La pecora, uno dei primi animali che l'uomo ha addomesticato, è considerata un animale innocente e sciocco, facilmente preda del lupo. Al contrario l'ariete rappresenta la vitalità e l'incrollabile risolutezza nel raggiungere uno scopo.
 
Il Buon Pastore
Taroccchi - Arcano Maggiore  - Il Diavolo
La Capra nello Zodiaco
Il calendario cinese è costruito sul ciclo solare e sul ciclo lunare, dunque il capodanno inizia alla seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno (21 dicembre). Questo determina un sistema astronomico e astrologico diverso da quello occidentale. Suddiviso in cicli di sessanta anni (5 x 12) ciascuno suddiviso in dodici quinquennali che vede nell’ordine susseguirsi i seguenti segni: Topo, Bue, Tigre, Coniglio, Drago, Serpente, Cavallo, Capra, Scimmia, Gallo, Cane e Cinghiale. Ognuno di questi segni zodiacali si combina con i cinque elementi fondamentali della Tradizione cinese: Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. L’inizio dell’anno coincide, nella tradizione cinese, all’inizio della primavera.

YANG - La Capra
In genere i cinesi non fanno molta distinzione tra capra o pecora per cui spesso si usa chiamare l'ottavo segno dello zodiaco cinese anche Pecora. La Capra (羊 YANG) è un simbolo di pace, di serenità e coesistenza armoniosa, ma anche della pietà filiale. Nonostante simboleggi per omofonia lo YANG, è l'anno dedicato alla famiglia, all'armonia, alle Arti e alle attività creative. Riguarda i momenti “passivi” e il nutrimento ad ogni livello, anche spirituale. L'anno della Capra aiuta il processo di guarigione da eventi passati e asseconda coloro che credono nella pace, nella fiducia e nel buon senso che accompagnano la vita. Tendenzialmente YIN la sua energia si manifesta verso l'introspezione e ipersensibilità che in alcuni casi può portare ad una ipercriticità rivolta a se stessi.

Gli attributi della Capra saranno fondamentali per determinare lo “stato d'animo” di quest'anno. Sarà un periodo dove si tenterà di ricucire gli strappi dovuti all'irruenza del Cavallo, un periodo in cui si attueranno incontri di pacificazione per trovare soluzioni ai conflitti che ci affliggono e per mantenere una pace più duratura. Un anno dove il buon senso prevarrà sulla forza bruta.

Anche nell'ambito famigliare si metteranno da parte i rancori, si prenderà il tempo per ricomporre ciò che incomprensioni, rabbia e aggressività hanno frantumato. La calma della Capra non farà sparire magicamente i dubbi, la rabbia o la violenza, ma li ricoprirà con un velo di pace, armonia e saggezza. Nasconderà tutto ciò che potrà disturbare l'armonia per concederci il tempo di guarire.

Paolo Raccagni

Il Concetto di Vuoto

a cura di Paolo Raccagni

In questo post ho cercato di dare una risposta ad una domanda postami durante una lezione sui Numeri Simbolici e che accomunava lo Zero al concetto di Vuoto o al nulla. Questa relazione ha ben poco a che fare con il Pensiero Cinese Tradizionale e per rispondere più compiutamente ho raccolto le considerazioni di diversi autori come M. Granet, E. R. De La Vallée, C. Larre, G. Charles..., che riguardano il concetto di Vuoto nel pensiero di questa antica civiltà.

Trenta raggi si congiungono ad un mozzo unico

Questo Vuoto nel carro permette l'uso

Con una zolla d'argilla si dà forma ad un vaso

Questo Vuoto nel vaso permette l'uso

Si dispongono le porte e le finestre per una stanza

Questo Vuoto nella stanza permette l'uso

L'avere permette il vantaggio

Il Non-Avere permette l'uso
(Dao De Jing cap. 11)

Il concetto di Vuoto in Occidente dà adito a poche riflessioni: il Vuoto è vuoto ed è talora assimilabile al nulla. Nel Pensiero Cinese è, invece, una nozione essenziale. Come dice G. Charles “… per i Cinesi “c’è e non c’è”, il “non c’è” non è Zero, è qualcosa… il Vuoto è un’altra cosa rispetto al nulla”. Il Vuoto è la sede della Vita: è un elemento dinamico, condizione senza la quale non si opera alcuna trasformazione (HUA – 化). Per la filosofia Taoista il Vuoto è la chiave che permette l'accesso ad una comprensione e ad una saggezza che incarnano l'Arte di Vivere, fondata sui principi di Vuoto del Cuore (XIN XU – 心虛) e Non-Agire (WU WEI - 無為). Per accedere ai passaggi che conducono alla Santità bisogna conoscere il concetto di Vuoto.

Innanzi tutto occorre precisare che vi sono diversi termini che con sfumature diverse designano la parola Vuoto: XU 虛, CHONG 沖, KONG 空. Il termine più frequente per la parola Vuoto è l'ideogramma XU 虛 che è anche il più comune nell'ambito della Medicina Tradizionale Cinese. La sua etimologia presenta in basso una collina (QIU - 丘), ovvero un luogo elevato, una prominenza e in alto un carattere che rappresenta le striature della pelliccia di una tigre, HU 虎.
L'ideogramma suggerisce l'idea di vasti territori deserti, di ampie distese elevate, come gli altipiani o i territori montagnosi, senza molte case o persone. Si potrebbe anche dire che sopra questa collina possiamo guardare nelle Quattro Direzioni, senza che nulla fermi il nostro sguardo, poiché la vista si estende all'infinito. La sommità della collina non è aguzza, ma è scavata per ricevere i Soffi dal Cielo e questi Soffi, liberi da ostacoli, circolano con regolarità.
Per i cinesi il concetto di buona salute è uno stato di perfetto silenzio dove non vengono percepite anomalie. Solo quando si presentano le malattie ci si accorge che qualcosa non funziona come dovrebbe. Nel Vuoto i Soffi sono così equilibrati, così armonizzati che è come se non ci fossero: i Soffi perfetti non fanno rumore.

La nozione di Vuoto ha sempre un duplice aspetto. Come abbiamo visto è ciò che permette a ogni cosa di essere al suo posto con il movimento giusto, è ciò che fa si che tutti svolgano la propria funzione nell'interazione e negli scambi senza ostacoli, ma anche ciò che è manchevole di qualcosa, sprovvisto di ciò che mantiene e permette di esistere. E' la scarsità, una idea vuota, una parola vana. La mancanza di desiderio permette al Cuore di essere tranquillo, e quindi all'uomo di agire con la più grande economicità e con la massima efficienza (l'uso razionale dell'energia), ma l'assenza di pensieri o di sentimenti disumanizza.

Altri caratteri evocano il vuoto, la mancanza. Tra questi: KONG 空, costituito dai caratteri per cavità (XUE - 穴) e lavoro (GONG工) : un buco, un varco per aprire un orifizio; un luogo che è stato sgomberato e permane vuoto sia per mancanza, sia perché nulla lo ingombra.

Un altro concetto che si avvicina a quello di Vuoto e che spesso viene tradotto in occidente con questa parola, è WU 無, propriamente: “che ha perduto la forma”, quindi senza forma, invisibile, incorporeo. Con approssimazione è stato anche tradotto con non-avere, ed è accoppiato al termine YOU 有, avere, che per analogia significa “che ha una forma”, corporeo, visibile.

L'ideogramma XU 虛 è solitamente accoppiato all'ideogramma SHI 實 che designa la Pienezza. SHI indica, infatti, qualcosa che fruttifica e raggiunge la maturità, come il seme che produrrà il frutto. SHI è ciò che è pieno, ma in quanto reale e vero; vero è ciò che ha raggiunto la sua realizzazione, la sua Pienezza. La stessa Pienezza, intesa come realizzazione e compiutezza, non può verificarsi senza il Vuoto, che ne consente lo sviluppo e il dispiegarsi, permettendo agli elementi che compongono un sistema di trasformarsi e di ricomporsi in Unità. Se l'uomo non è capace di mantenere psicologicamente, spiritualmente e anche fisicamente questo Vuoto dentro di sé, Vuoto e Pienezza possono diventare stati patologici.
Nei testi medici il termine XU, Vuoto, indica stati di debolezza o di scompenso che favoriscono i Soffi perversi e SHI indica qualcosa che è troppo Pieno, cioè in eccesso. Il medico dovrà, con gli strumenti più adatti, nel primo caso tonificare e nel secondo disperdere.

Il Tao ha per origine il Vuoto. Dal Vuoto è nato il cosmo da cui emana il Soffio vitale” (Zhuang Zi cap. 3).

Se il Tao ha per origine il Vuoto, per animare i Diecimila Esseri è necessario il Vuoto da cui procedono il Soffio primordiale e gli altri Soffi vitali. La vita stessa avviene nel Vuoto mediano, spazio tra Cielo e Terra dove si operano gli scambi dei Soffi.
Anche lo Yin e lo Yang, per esprimere la loro dinamicità, hanno bisogno del Vuoto. Le coppie Yin/Yang e Pieno/Vuoto sono sempre correlate. Nel libro dei Mutamenti (DAO DE JING) dove non si parla ancora di Yin/Yang, il tratto pieno (---) simboleggia lo Yang, mentre il tratto spezzato che presenta un vuoto tra due linee (- -), simboleggia lo Yin. In seno al sistema Yin/Yang, il Vuoto costituisce il terzo termine, che è nello stesso istante sia tempo e separazione, sia luogo dove avviene la trasformazione e ricongiungimento all'Unità. Il Vuoto è quindi il punto nodale tessuto di virtuale e di divenire dove s'incontrano la mancanza e la pienezza. Il Pieno costituisce il Visibile, ma il Vuoto permette l'uso.

Se l'universo procede dal Soffio Primordiale e si mantiene per lo scambio dei Soffi vitali, bisogna che gli stessi Soffi animino l'opera d'arte. In tutte le forme d'arte, come nell'universo, come nel corpo, senza il Vuoto i Soffi non potrebbero circolare e l'alternanza Yin/Yang non potrebbe accadere.
Nella musica il Vuoto viene espresso con silenzi e note sincopate, nella poesia sono utilizzate “parole-vuote”, nella pittura questo concetto è reso “visibile” con lo spazio non dipinto che può occupare anche i due terzi della tela. Ricordiamo che per i Cinesi la pittura e l'arte in generale, non sono prima di tutto un fatto estetico, ma il tentativo di creare un microcosmo ad immagine del macrocosmo.